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Politica & Territorio
La brianza cambia il clima: convegno 3 ottobre 2019 PDF Stampa E-mail
Lunedì 05 Agosto 2019 10:44

LA BRIANZA CAMBIA CLIMA è l’occasione per: Esporre gli effetti e i rischi dei cambiamenti climatici per il territorio lombardo e la sua popolazione, individuando azioni di mitigazione e adattamento. Raccontare le buone pratiche di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici messe in campo da pubbliche amministrazioni e imprese locali. Avviare un tavolo di confronto tra gli stakeholder pubblici e privati per individuare strategie d’azione condivise per affrontare le sfide future, definire gli investimenti necessari e le azioni prioritarie, attivare un coordinamento sovralocale. Individuare i limiti ambientali a livello territoriale per concepire uno sviluppo economico circolare sostenibile. Coinvolgere la popolazione nella sfida ai cambiamenti climatici, attraverso il cambiamento degli stili di vita e riconoscere al Terzo Settore un ruolo strategico nella condivisione sociale e culturale di buone pratiche ambientali.

LA BRIANZA CAMBIA CLIMA
Segreteria organizzativa
Agenzia InnovA21
Tel. + 39 0362 546210
email: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
3 ottobre 2019
ore 09.00 - 13.00
L’impegno della Brianza nella lotta
ai cambiamenti climatici, le opportunità
e l’innovazione in Lombardia,
la nostra sfida globale
Fondazione Lombardia per l’Ambiente
Auditorium
Centro Ricerche e Formazione Ambientali
Largo 10 Luglio 1976, 1 - Seveso

 
Salvate il Soldato M49 PDF Stampa E-mail
Mercoledì 24 Luglio 2019 10:12

orso(laura G. D'Orso). M49 non si trova e … per fortuna. Ad oggi non ci sono sondaggi disponibili tra i sostenitori dell’orso M49 e i favorevoli all’abbattimento ma l’orso trentino in fuga, con sentenza di possibile condanna a morte, negli italiani suscita decisamente più simpatia che paura. L’ipotesi di abbattimento che pende sul capo di M49 come una spada di Damocle è sbagliata.

“È pericoloso” dicono lassù nelle valli, eppure non ha mai attaccato l’uomo. È un animale “problematico” e “potenzialmente” aggressivo, scrive l’Istituto superiore per la ricerca ambientale, ma non è un buon motivo per farlo fuori se si avvicina ai centri abitati. Se poi ha scavalcato una recinzione con sette fili a 6mila volt non significa certo che rappresenti una minaccia per l’uomo, come sostiene la Provincia di Trento. Ma nella visone omocentrica moderna che vuole l’uomo empiricamente al centro dell’universo si è mancato di sottolineare che l’orso in questione altro non è che a “casa” propria, sulle sue montagne. Se gli esseri umani si sono spinti oltre i confini infiniti di un orso maschio che in un giorno percorre migliaia di chilometri, l’errore non è dell’orso ma nell’uomo che non ha ancora capito che nulla può contro la Natura. E’ come cercare di uccidere uno squalo perché i surfisti possano divertirsi fra le onde, o mettere sotto chiave tutte le vipere in modo che i cercatori di funghi non vengano morsi quando tentassero di coglierli.

“Cammina alla velocità di un uomo, se è scappato in piena notte non sarà lontanissimo, ma senza radiocollare non sarà facile trovarlo”. Se spareranno? E’ presto per parlarne, dipenderà dalla situazione”.

In contatto ci sono il Presidente della Provincia, la Protezione civile, pattuglie della forestale e gli agenti (anche quelli della cinofila) che stanno cercando in una vasta area M49, l’orso catturato la scorsa notte in val Rendena dopo l’ordinanza firmata dalla Provincia. Neanche Igor il Russo causò così tanto allarmismo!

Come l’animale sia riuscito realmente a scappare è un mistero, qualcosa di “davvero inusuale”. Quella gabbia doveva essere sicura, in dodici anni nessun orso era mai scappato. “E’ un sistema comprovato da Ispra e ministero dell’Ambiente, per cui è davvero inusuale che sia potuto succedere”. Si difendono. Un recinto con pareti di quattro metri e una serie di fili elettrificati da 7.000 volt.

Ma questo è un … signor orso, non levi la libertà a chi nasce libero di muoversi per chilometri e scalare dirupi o alberi centenari trentini.

Una diffida, affinché non si dia nessun ordine di abbattimento dell’orso M49 è stata inviata dalla Direzione generale competente del ministero dell’Ambiente agli uffici della Provincia di Trento. “Nessuna istruttoria fin qui elaborata dagli uffici, in collaborazione con Ispra, ha mai valutato il tema dell’uccisione dell’esemplare – sottolinea il ministro Costa – Il fatto che sia scappato dall’area attrezzata per ospitarlo non può giustificare un intervento che ne provochi la morte.” Il presidente Fugatti moduli legittimamente il suo intervento.”

L’orso di 3 anni è considerato responsabile di numerosi danneggiamenti al patrimonio zootecnico e di tre tentativi di intrusione in locali produttivi o privati ed era stato al centro delle polemiche proprio ai piani alti del ministero dell’Ambiente.

Il braccio di ferro per la cattura di M49, durato diverse settimane, aveva chiamato in causa anche l’Enpa, che il 29 giugno ha lanciato l’hashtag #salvinisalvalorso per un appello con oltre 35mila adesioni. Solo il ministro dell’Interno sarebbe potuto intervenire per bloccare la cattura dell’orso sul quale ormai pende l’ordine di sparare a vista.

Insieme ad altre associazioni ambientaliste, come la Lac (Lega Abolizione Caccia) era stata lanciata una petizione per evitare la sua cattura. Ora invece sui social è stato lanciato l’hashtag #fugaperlalibertà da coloro che fanno il tifo per la vita dell’animale.

L’hanno rinchiuso e lui, a dispetto delle misure a dire dei responsabili più restrittive del carcere bis dei capi mafiosi se ne è fatto un baffo e solo dopo tre giorni è amabilmente evaso, fuggito. Dovremmo forse preoccuparci di più dell’incompetenza e della poca abilità di chi non ha saputo valutare i giusti accorgimenti per allestire un recinto sicuro. Non serve un ingegnere, ma una normale competenza zoologica.

In ogni caso l’evasione della “primula rossa” con tanto di delibera sull’abbattimento di M49 non è necessario perché si può aggirare l’ostacolo.

             Uno: organizzando un recinto idoneo.

             Due: catturando il parente di Yoghi e Bubu e spostandolo lontano, per esempio con la vicina Slovenia che dispone di un territorio meno antropizzato, dal quale era arrivato per ripopolare le vallate italiane del Trentino. (l’orso, unico “immigrato che scappato da una struttura protetta senza aver ucciso nessuno viene dichiarato passibile della pena di morte!). Così fanno in Usa e Canada collaborando per il trasbordo di animali fra uno stato all’altro.

             Tre: con gli orsi bisogna predisporre strategie di gestione controllate. Con l’emotività non si gestisce un bel nulla. Se in Abruzzo i montanari convivono da centinaia di anni con gli orsi e i lupi significa che una strada possibile esiste. Certo, non si tratta di teneri leprotti e quindi nella convivenza, vanno messi in conto anche problemi, che nel caso dei plantigradi prevedono mosse preventive.

Sappiate inoltre che nelle città italiane si rischia di più nell’incontro di certi cani feroci e male gestiti dai proprietari. L’orso, non considera l’uomo una preda e il più delle volte scappa e probabilmente anche M49 farebbe lo stesso se non lo spaventassero.

Se un orso attacca è perché ha la percezione di doversi difendere o, se madre, difendere la prole.. Può succedere che abbia i piccoli. Infine la contabilità: in montagna uccidono di più l’impreparazione, l’ineguatezza delle attrezzature, i pericoli sottovalutati. E … i funghi: ogni anno muoiono 35 fungaioli, dispersi o in un burrone.

Perciò spero in una lunga vita a M49. #fugaperlalibertà

 
Memorial Chester Bennington PDF Stampa E-mail
Martedì 16 Luglio 2019 07:59
Volantino1Conferenza stampa di presentazione del “Memorial Chester Bennington" mercoledì 17 luglio, alle ore 18.30, presso la Sala Bizzozero del Municipio. Il “Memorial Chester Bennington" è un progetto socio-culturale che si svilupperà nella serata del 26 luglio attraverso un dibattito sul tema del disagio psicologico e la successiva esibizione di una tribute band dei Linkin Park, il cui frontman, Chester Bennington appunto, si è tolto la vita due anni fa a causa della depressione. Durante la serata, che ha ottenuto un importante contributo dalla Regione Lombardia, saranno raccolti fondi da devolvere in beneficenza.
 
10 luglio 2019. 43 anni dall’incidente ICMESA, oggi la Brianza ovest un territorio virtuoso PDF Stampa E-mail
Venerdì 12 Luglio 2019 08:25

sevesoNell’anno 2000, sotto lo slogan “dal danno all’opportunità” è stato avviato il percorso di Agenda 21 Intercomunale con l’intenzione di operare il riscatto ambientale di un territorio segnato dall’incidente ICMESA del 10 luglio1976. Agenda 21 Intercomunale trasformò i quattro comuni più colpiti dalla nube di diossina (Seveso, Meda, Cesano Maderno e Desio) in un laboratorio sociale dove sperimentare per la prima volta sul territorio italiano lo strumento della partecipazione pubblica a livello intercomunale per affrontare le tematiche ambientali.

Dopo 5 anni di Forum, nel 2005, i comuni decisero di costituire l’Agenzia InnovA21 per lo Sviluppo Sostenibile, un’associazione nata per supportare le pubbliche amministrazioni nella progettazione e l’attuazione di progetti ambientali a servizio della comunità locale. Oggi, a quattordici anni di distanza, InnovA21 è il lascito tangibile del processo di Agenda 21 sul territorio: l’associazione ha accresciuto la base associativa coinvolgendo otto comuni e due enti del terzo settore e ha differenziato le proprie attività, adeguandosi ai bisogni espressi dai propri soci e dalle comunità locali. Ancora oggi la partecipazione pubblica e l’approccio intercomunale alle questioni ambientali sono la modalità con cui InnovA21 affronta le progettazioni e la costruzione della rete di relazioni.

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