| AC Monza: pane al pane e vino al vino |
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| Domenica 12 Aprile 2015 05:37 |
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Ma stupisce non tanto questa Governance quanto la possibilità offerta loro di guidare la squadra cittadina. Perché se vogliamo dirla tutta, prima che Montaquila & Co. divenissero proprietari delle azioni della società biancorossa, non c’è stato nessuno che abbia mosso un dito o alzato la voce o imposto trasparenza e correttezza prima sui bilanci e poi sulle trattative in corso. E’ anche vero che è difficile mettere bocca in una azienda privata, ma Parma docet. Ad aprir loro il varco, prima che Montaquila acquistasse la squadra, c’è stato chi non ha giudicato particolarmente interessante che si mandasse avanti un prestanome, Mr. Bingham, e che Mr. Armstrong vendesse una squadra piena zeppa di debiti con procedure al limite del corretto (Sei domande a Mr. Bingham).
Come presidente era indicato un proprietario di aziende petrolifere che aveva creato un profilo fantomatico sui social network (Bingham, chi era costui), poi un dipendente di una industria di ingegneria infine adesso c’è un ex investigatore di Bologna. Ridicolo. Talmente ridicolo che non si sono mai registrate in queste fasi di dubbia correttezza posizioni attente della Legapro che ha ritenuto invece di ricevere in sede a Firenze l’allora inibito Paolo di Stanislao assicurandosi un voto a favore nella diatriba fra il suo Presidente Macalli e le numerose squadre di Legapro che lo vorrebbero disarcionare. Monza ed i suoi ormai pochi e disillusi tifosi non ha neppure intravisto alzate di scudi del Sindaco che, anzi, incontra la Governance, anche più di una volta e che adesso aspetta (?) i pagamenti di ingenti arretrati che si spera non dovranno ricadere sulle spalle dei contribuenti monzesi. Si è aspettato, troppo. Meglio le obbligazioni estere di Bizzozzero che il fallimento, si diceva. E poi meglio le promesse di Montaquila che la perdita del titolo. Quante “sicurezze” da parte delle istituzioni e tutto ciò sconcerta chi ha cercato sempre nello sport un’isola felice in cui far crescere e maturare ideali e ragazzini. Dopo le certezze di Mantaquila che volevano la ricapitalizzazione certa all’indomani della conferenza stampa e ancora a tutt’oggi non avvenuta (si parla di dubbi da parte del Banco di Vicenza sulla conversione in euro) in aggiunta alle difficoltà incontrate da Di Stanislao per riscuotere parte della fidejussione dell’ex presidente Armstrong perché ormai penalizzati di due punti, la situazione non è assolutamente facile. La trasferta ad Alessandria contro una delle prime della classe si farà in giornata, gli stipendi dei giocatori dovranno essere versati entro il 16, diversamente arriveranno penalizzazioni aggiuntive, anche gli stipendi di chi ha avuto il coraggio di alzare la voce, e cioè i dipendenti si sono fermati alla data del deposito dell’Istanza di Fallimento, a dicembre e poi più niente. La Guardia di Finanza, mandata dalla Procura di Monza, che mai ha ritirato la sua richiesta di fallimento, si è mossa giorni fa, il primo d’Aprile (la data è tutto un programma). In sede, senza che nessuno della dirigenza fosse presente ha fotocopiato per cinque ore sotto lo sguardo preoccupato della signora Marinella Farina le carte relative al passaggio delle quote societarie e i documenti riferibili alle obbligazioni estere per la ricapitalizzazione. La Procura di Monza vuole vederci chiaro ed arrivare all’udienza di fine maggio con tutto il materiale possibile in suo possesso. Non è un caso che uno degli striscioni che accolse Manenti al Tardini diceva: ”Il nostro amore oltre la categoria. Portate i libri in tribunale e andate via». Per fortuna anche nello sport ogni tanto esiste la dignità. |





