| Regione Lombardia: taglio ai vitalizi |
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| Martedì 23 Settembre 2014 19:06 |
“Oggi (23 settembre 2014, n.d.r.) abbiamo scritto un’altra importante pagina nella storia di Regione Lombardia. Ancora una volta arriviamo prima dello Stato di Roma e prima delle altre Regioni”. Così il consigliere Stefano Bruno Galli commenta l’approvazione da parte del Consiglio regionale lombardo della legge per la riduzione dei costi della politica e il contenimento della spesa pubblica.“Questo nostro intervento normativo – afferma Galli, che è anche relatore della legge - ci porta a rivedere in profondità il concetto di diritto acquisito, soprattutto quando questo diritto promana da una fonte normativa che se lo auto-attribuisce. Il provvedimento non s’inquadra solo nell’ambito della riduzione dei costi della politica, ma anche nel contenimento della spesa pubblica regionale e nella tutela delle finanze regionali, intervenendo sugli assegni vitalizi – che per i consiglieri di questa legislatura non esistono più - diretti e di reversibilità”.
“Scendendo nel dettaglio – spiega -, la legge prevede anzitutto l’innalzamento dell’età anagrafica necessaria per maturare il diritto all’erogazione dell’assegno vitalizio da 60 a 66 anni, equiparandola a quella prevista dalla normativa nazionale per i lavoratori e le lavoratrici del pubblico impiego. E introduce per un periodo limitato, a causa dell’attuale crisi economica, una riduzione temporanea che verrà applicata sia nei confronti degli assegni vitalizi diretti, sia nei confronti degli assegni vitalizi indiretti, ovvero le cosiddette reversibilità e sarà strutturata in base a diversi scaglioni, concepiti in base al principio della “ragionevolezza” più volte richiamato dalla Corte costituzionale nei pronunciamenti relativi alla materia previdenziale”. “Fuori di qui – prosegue Galli - la società sta soffrendo per effetto della crisi economica che non risparmia nessuno. Come noi abbiamo avvertito, un anno e mezzo fa, l’esigenza di ridurci gli emolumenti e rivedere il meccanismo dei rimborsi ai Gruppi consiliari, allo stesso modo dovrebbe diffondersi la consapevolezza, negli ex consiglieri, che un sacrificio, per quanto modesto, è necessario. Solo così possiamo marcare la differenza e segnare il passo rispetto a un provvedimento che, come tutti i provvedimenti auto-censòri, è indubbiamente doloroso. Ma fare leva sui diritti acquisiti per giustificare il privilegio, è una battaglia di retroguardia, un po’ fine a se stessa. Una battaglia – conclude- ormai inaccettabile per noi e per l’opinione pubblica, per chi sta fuori di qui, per quanto questa battaglia possa essere giuridicamente fondata”. |




“Oggi (23 settembre 2014, n.d.r.) abbiamo scritto un’altra importante pagina nella storia di Regione Lombardia. Ancora una volta arriviamo prima dello Stato di Roma e prima delle altre Regioni”. Così il consigliere Stefano Bruno Galli commenta l’approvazione da parte del Consiglio regionale lombardo della legge per la riduzione dei costi della politica e il contenimento della spesa pubblica.
