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Martedì 09 Giugno 2020 09:17 |
Yoga, ma anche pilates, corpo libero o pesi con la guida di istruttori, personal trainer e allenatori.
L’importante è sudare e allenarsi all’aria aperta.
L’idea dell’Amministrazione Comunale e del «Consorzio Villa Reale e Parco di Monza» è trasformare il Parco in una palestra a cielo aperto: uno sfogo per i cittadini dopo mesi di quarantena e una boccata d’ossigeno per i centri fitness chiusi durante il lockdown.
Il Parco centrale nella Fase 2
«Il nostro polmone verde è centrale nella Fase 2», dichiara il Presidente del Consorzio Dario Allevi. Lo scorso 18 maggio è stato riaperto il Parco ai cittadini per passeggiare, correre o andare in bicicletta, oggi si individua all’interno dello stesso un’area dedicata per tutte quelle attività sportive che, con ancora in vigore le linee guida di contenimento al Covid, farebbero molta fatica ad essere svolte in luoghi al chiuso.
Il tutto, ovviamente, mantenendo il distanziamento sociale e le misure di sicurezza.
Un’opportunità per palestre e sportivi
«L’idea è dare alle palestre e alle associazioni sportive la possibilità di tenere corsi all’aria aperta, superando in questo modo la preoccupazione dei propri iscritti a svolgere attività fisica in luoghi chiusi, spiega Dario Allevi. Le regole stabilite per arginare i contagi da Coronavirus stanno causando pesanti ripercussioni sull’economia, ma hanno inciso anche a livello psicofisico sulle persone.
Il Parco è il luogo ideale dove allenarsi per stare in forma e scaricare tensioni e ansia in un momento che è ancora molto difficile».
Sono circa 130 le associazioni sportive monzesi e una quarantina i centri fitness privati.
L’area
L’idea è semplice: mettere a disposizione dei cittadini fino al 31 ottobre un grande spazio verde all’aperto dove fare attività motoria. L’area individuata è una porzione di quella di fronte a Villa Mirabello, dove Papa Francesco nel 2017 celebrò la Messa: uno spazio di 20 mila metri quadri (2 ettari) dove ogni palestra o associazione sportiva potrà organizzare il proprio allenamento o la propria attività sportiva, mantenendo il distanziamento sociale. L’attività potrà essere svolta dalle 7 alle 20.
Sport all’aperto in sicurezza
Per quanto riguarda la sicurezza sono previste «linee guida» con regole chiare e l’obbligo per gli organizzatori e i promotori di farle rispettare.
Ogni gruppo non potrà essere formato da più di 12 persone, suddivise in sottogruppi da 4.
I partecipanti dovranno essere dotati di prodotti igienizzanti per le mani, dovranno mantenere la distanza di 2 metri tra loro durante l’allenamento e gli eventuali attrezzi (materassini, pesi, borracce, bottiglie, ecc.) dovranno essere personali.
La mascherina è obbligatoria prima e dopo l’attività sportiva.
Il nulla osta del Consorzio
Le palestre e le società sportive dovranno prenotare il loro spazio compilando il modulo scaricabile dal sito www.reggiadimonza.it e inviandolo via mail all’indirizzo
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, entro venerdì alle ore 12 per il fine settimana e entro le 24 ore precedenti per i giorni feriali. La prenotazione sarà confermata dal Consorzio, attraverso apposita mail.
Gli organizzatori dovranno conservare il nulla osta del Consorzio per mostrarlo ad eventuali richieste di controllo da parte delle Autorità.
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Martedì 09 Giugno 2020 08:43 |
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I due atleti del Consorzio Vero Volley sono intervenuti sul tema dello sport al tempo del Covid-19 sulla piattaforma di riferimento del prestigioso evento annuale dedicato al mondo del web e del marketing nel Festival sull’Innovazione Digitale e Sociale
Oltre dieci minuti di intervento di grande interesse sul tema dello sport e non solo, al tempo del Covid-19. Beatrice Parrocchiale, libero della Saugella Monza, e Thomas Beretta, centrale e capitano della Vero Volley Monza, collegati dall’Arena di Monza, sono stati protagonisti sul Mainstage del Web Markering Festival 2020, evento annuale dedicato al mondo del web e del marketing quest’anno organizzato online complice l’emergenza Coronavirus. I due giocatori del Consorzio Vero Volley hanno raccontato come il mondo dello Sport, in particolare quello della Pallavolo, ha reagito nella situazione di emergenza e di stop forzato dell’attività direttamente dal luogo nel quale sono abituati a gioire e dal quale, anche attraverso l’Innovazione, la pratica sportiva dovrà ripartire.
Credo sia stato un momento duro per ogni atleta – ha dichiarato Beatrice Parrocchiale, libero della Saugella Monza, interpellata dal Founder e CEO di Search On Media Group Cosmano Lombardo -. Questo stop nel momento clou della stagione non è stato semplice da superare, anche perché ci avvicinavamo al periodo caldo del campionato, quello dei Play-Off. Devo dire però che la società ci ha sempre seguito, facendoci allenare con programmi personalizzati anche da casa".
Non solo sport nel senso pratico del termine, ma anche e soprattutto come strumento di ripartenza e modello da seguire per i più giovani anche dal punto di vista dell’inclusione. E’ stato questo il tema con il quale Cosmano Lombardo ha poi incalzato Thomas Beretta.
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Martedì 09 Giugno 2020 08:23 |
La Prefettura di Monza e della Brianza ha aggiornato il Sindaco di Seveso, Luca Allievi, riguardo al numero delle persone contagiate da virus Covid-19 residenti nel Comune. Il bollettino riporta ancora 83 nominativi, di cui i deceduti sono rimasti 17.
Nelle ultime 72 ore, dunque, sia il numero dei contagiati che quello dei deceduti non è aumentato, così come il numero dei guariti, rimasti 51. Sono però variati, entrambi in senso positivo, il numero degli assistiti a domicilio, aumentati a 4 (e quindi gli ospedalizzati sono diminuiti a 11), e il numero delle persone in sorveglianza attiva, sceso a 22 (comprendendo i 4 con tampone positivo accertato).
Nonostante i dati trasmessi dalla Prefettura registrino una continua tendenza al miglioramento della situazione emergenziale, si invita a essere prudenti in occasione di tutti i necessari spostamenti. La Polizia Locale, la Protezione Civile comunale, nonché i Carabinieri e la Guardia di Finanza di stanza nel nostro Comune sono attivi nel verificare il rispetto degli obblighi imposti ai cittadini per contrastare e contenere la diffusione del “coronavirus”.
Si avvisa inoltre che a cominciare dal comunicato di venerdì 12 giugno l’informativa sul bollettino sopracitato verrà diffusa, salvo casi particolari, una volta la settimana, il venerdì appunto.
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Martedì 09 Giugno 2020 08:17 |
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Arriva l'ufficialità dopo il Consiglio della Federcalcio: il Monza torna in B dopo 19 anni. Un progetto che dall'inizio del campionato era apparso subito ambizioso quello di Berlusconi e Galliani. Fermato dal Covid e dai problemi legati al contagio negli sport di contatto quali il calcio, la Lega finalmente ha deciso.
I brianzoli ritrovano finalmente la serie B dopo un'attesa durata 19 lunghi anni con un campionato di C da record fino all'interruzione: 18 vittorie, 7 pareggi e 2 sole sconfitte per la squadra allenata da Cristian Brocchi.
Una vera predisposizione a segnare quella dell'ex tecnico milanista che ha mandato in gol ben 21 giocatori diversi. Una squadra costruita con investimenti importanti e grandi idee, un mix di giocatori di categoria come gli attaccanti Brighenti e Finotto, il capocannoniere con 8 gol al suo attivo e di elementi importanti su cui puntare anche per il futuro come il portiere Lamanna e i centrocampisti Fossati e Nicola Rigoni.
Una cavalcata trionfale quella degli uomini di Brocchi, avanti 16 punti di vantaggio sulla Carrarese, seconda in classifica del Girone A. Un primato mai stato in dubbio dall'inizio della stagione, quello di una squadra capace di imporre il proprio gioco su ogni campo.
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Venerdì 29 Maggio 2020 12:59 |
(Laura Giulia D'Orso). Ho registrato lo sfogo di un docente delle medie, un docente “come noi di un’ altra generazione” (orgogliosi di appartenere a quei tempi) di cinquantenni già abilissimi con piattaforme ed internet che tecnicamente non hanno avuto problemi ad adattarsi.
Ma quei PC non potranno mai sostituire i VERI professori!
I robot restino robot e gli esseri umani vivano anche di passioni e sentimenti.
Quanti ricordi indelebili nei nostri anni di scuola, quante risate, quante ramanzine, quante insufficienze o bellissimi riconoscimenti e voti nel periodo di vita dei nostri studi, nelle nostre aule, durante le interrogazioni, i suggerimenti a … fin di bene. E quell’affetto infinito che ancora oggi ci porta a ritrovarci una volta o due all’anno dopo trenta anni invitando i nostri vecchi prof!
Questo docente, e trovo questo termine riduttivo, ha dedicato la sua vita a trasmettere conoscenza, non solo didattica ma anche e soprattutto esperienza ed interpretazione di vita. Compito e non lavoro, che per più di trenta anni ha svolto con serietà, passione e dedizione, un enorme tassello che rimarrà per sempre nella vita e nel futuro dei ragazzi che ha seguito.
Più che un compito oserei dire una vocazione propria anzi … una passione: insegnare ai ragazzi attraverso la scuola, con l’ausilio delle famiglie ad affrontare la vita, nel bene nel male, nelle difficoltà e nelle gioie, a prescindere dalla materia insegnata.
Certamente, durante questa pandemia, con grande sforzo e dispendio, tutti fra genitori, docenti e ragazzi si sono prodigati nel rende più “umano” ciò che umano non è e non sarà mai.
La didattica a distanza! Eppure la vita non è dentro un pc, ad uno schermo, tipo videogioco.
Come si riesce ad educare o a valutare, a trasmettere valori?»
Quello che si è insegnato dai corsi online non ha avuto nemmeno lontanamente profumo di complicità, di tatto, di rapporto interpersonale.
Cosa si dovrebbe valutare a distanza? Forse lo stato d’animo di sconforto o smarrimento dei ragazzi? Magari la frustrazione dei docenti che nella fatica immane di tenere i ragazzi concentrati sono terribilmente stanchi e delusi?
I docenti possono al massimo valutare il proprio stato d’animo, la serenità persa e non solo perché un maledetto virus ha rubato il sole, l’acqua e il cielo azzurro ma perché dietro ad un computer per i ragazzi si è potuto fare poco.
Certamente alcuni hanno imparato attraverso i video tutorial ad essere po’ più esperti in tecnologia ma non hanno avuto le mani per accarezzare i ragazzi quando dall’altra parte dello schermo li hanno visti piangere, né hanno percepito l’odore della loro felicità quando con gli occhi hanno detto “Prof, ho capito” perché in videoconferenza ci si vede ma non ci sente con il cuore, non ci si emoziona con uno sguardo!
Avete mai pensato cosa significhi per un bambino o un ragazzino rimanere chiuso a casa, senza amici, compagni, senza scherzare, senza ridere delle battute sciocche del più burlone della classe?
Un ragazzo che non può interagire fisicamente con un altro suo simile fisicamente ed umanamente è un ragazzo con le ali tagliate e non può volare.
E su cosa si dovrebbe valutare? Mi facciano capire tutti questi esperti.
Su come abbiano fatto a resistere? Su come abbiano continuato a dire “Prof ci manca, ci mancano i compagni?” Oppure lo si dovrebbe valutare su un programma che non è stato finito?
Arriverà settembre e speriamo che veramente tutto venga cambiato.
Il nuovo Dl non funziona. I ragazzi sono persone umane, sono la vita con le emozioni forti dell’età che stanno vivendo. La vita non la si può mettere dentro una scatoletta di un PC.
… «Margie lo scrisse perfino nel suo diario. Sulla pagina che portava la data 17 maggio 2157: Oggi Tommy ha trovato un vero libro!». Comincia così «Chissà come si divertivano», un racconto del 1955 del maestro della fantascienza, Isaac Asimov, in cui Margie e Tommy, 11 e 13 anni, trovano in soffitta un libro. Quell’oggetto, in cui le parole «non si muovono», è un reperto archeologico, sostituito da più di un secolo dai «telelibri», testi che scorrono sullo schermo tv come i titoli di coda di un film.
Ma la sorpresa è ancora più grande quando i due scoprono che il libro parla di qualcosa a loro ignoto: la scuola. Nel 2157 ci sono infatti solo i «Maestri Meccanici», robot individuali che, in camera, spiegano e verificano: «La cosa che Margie odiava soprattutto era la fessura dove doveva infilare i compiti. Le toccava scriverli in un codice perforato che le avevano fatto imparare a sei anni, e il maestro meccanico calcolava i voti a velocità spaventosa».
E a settembre del 2020 la scuola esisterà ancora?
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Venerdì 22 Maggio 2020 14:11 |
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(Laura Giulia D’Orso)“Un bel tacer non fu mai scritto”. Voi del M5s e Ricciardi “non ci avete fatto niente”!
Ieri, al limite della macchietta politica di paesi del terzo mondo …ma forse lo stiamo diventando, il deputato M5s Ricciardi ha attaccato il modello Lombardia, provocando la reazione rabbiosa dei deputati dell’opposizione. Lo scontro si è protratto per qualche minuto, finché il Presidente Fico ha optato per sospendere la seduta.
Disgustoso!
Da osservatrice e da “lombarda”.
Vede On. Ricciardi, non si sceglie dove nascere, né i propri genitori, ma si può scegliere dove vivere!
E noi lombardi lo abbiamo scelto con determinazione e consapevolezza e forse anche le migliaia di cittadini del sud che vengono accolti nelle nostre città e nella nostra regione ogni anno!
E abbiamo scelto anche consapevolmente un nostro Governatore e NOI abbiamo votato per scegliere a chi affidarci per amministrare e dirigere.
Lei ha qualche mandato popolare per attaccare e “chiacolare”?
Non credo proprio.
Da chi è stato messo lì?
Da quale popolo di elettori ha avuto il mandato di andare in un Parlamento non eletto ed avere la parola per attaccare la Lombardia, i suoi abitanti, tutti noi, il nostro dolore e anche il nostro sistema?
Non la annoio con i dati della nostra economia e del nostro tessuto imprenditoriale o del nostro Pil rispetto al resto dell’Italia, non mi interessa!
Oggi parlo solo del dolore enorme e delle ferite che una pandemia, che ha attaccato dove si addensa di più la popolazione, ha lasciato (sperando non torni), segni indelebili che chi non ha provato sulla sua pelle non capirà mai lontanamente.
Ognuno faccia il suo, continui a fare il regista a Pietrasanta o il direttore artistico del Momofest di Massa, con tanto di augurio di un’ottima carriere degna dei più grandi registi italiani, ma l’arte, il talento ed il dono della Politica, nel senso più alto del termine la lasci a chi ha più competenza e conoscenza.
Le ricordo che stava al governo nazionale valutare dall’alto che cosa stava funzionato e cosa no e, nell’emergenza, ad estendere la pratica migliore laddove si poteva migliorarne una!
Tra una diretta Facebook, un’intervista soffietto e una soffiata ai giornali, invece il Governo ha fatto esattamente il contrario di quanto previsto dall’articolo 120 della Costituzione: anziché sostituirsi agli organi locali per tutelare l’incolumità della nazione di fronte alla pandemia, ha abbandonato le regioni, liberandosi così del peso di prendere decisioni e scaricando poi le responsabilità.
L’unica cosa di nazionale che ha fatto il governo Conte, oltre a spiegarci nel dettaglio quando avremmo potuto ritirare personalmente una pizza da asporto, è stata l’imposizione del lockdown a tutta l’Italia, comprese le zone senza alcun contagio, quando avrebbe dovuto chiudere soltanto la Lombardia, il Piemonte e l’Emilia Romagna. E, peraltro, lo ha anche fatto ma a scoppio ritardato, lasciando tre giorni di tempo a chi stava al nord di portare nottetempo il virus dove non c’era.
Nei due mesi di quarantena in casa, il governo non ha prodotto nessun piano nazionale per i tamponi, per i test sierologici, per il tracciamento dei positivi e la liberazione dei negativi.
Le mascherine vengono distribuite dalla Gazzetta dello Sport o dai Tabaccai ma non dalla Protezione Civile. Dei guanti e dei rilevatori di temperatura non ne parliamo neppure.
Avendo totalizzato insufficienze ampie su tamponi, test, tracciamento, mascherine e guanti, a questo punto sono in molti gli italiani che potrebbero rispondere di sì alla domanda «lei ritiene di fare meglio?» (cit. Presidente Conte, ultima conferenza stampa) e credo che parecchi avrebbero fatto meglio.
Siamo arrivati, così ad oggi, il governo ha presentato il decreto legge, Adesso, scaricando ancora le responsabilità, le regioni italiane possono emanare altrettante ordinanze con cui prendere atto delle scelte del governo oppure modificare le disposizioni del decreto, e alcune lo hanno già fatto, aggiungendo confusione a confusione.
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