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Il Macello del Sindaco e i soldi dei monzesi - - Un lavoro a costo zero per Monza PDF Stampa E-mail
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Martedì 28 Aprile 2015 06:41
Indice
Il Macello del Sindaco e i soldi dei monzesi
- La causa civile e la condanna
- Un lavoro a costo zero per Monza
Tutte le pagine
Un lavoro a costo zero per Monza
La pagina 22 della sentenza recita per chi non lo sapesse che “...non può non rimarcarsi come l’opera (rectius il project financing attraverso cui avrebbe dovuto essere realizzata, a costo zero per le casse pubbliche, la riqualificazione di una vasta area adibita a macello) fosse stata inserita nel piano triennale delle opere pubbliche relativo agli anni 2005-2007 ed in quello relativo agli anni 2006-2008, entrambi regolarmente approvati con le delibere consiliari...
A pagina 31 il giudice smontando le giustificazioni del Comune di Monza e del maldestro tentativo di ribaltare le colpe ne sottolinea ulteriormente la poca correttezza dell’operato scrivendo che “Il Comune di Monza, tentando di mascherare il proprio inadempimento di cui di qui a breve si darà conto, ha imputato all’attrice una serie di inadempimenti...”.
Ma sono le pagine 36 e 37 quelle che contengono il parere più grave decretando il torto dell’amministrazione. Si legge infatti come sia evidente che “la mancata costituzione in favore di Hi-Senses [la società torinese vincitrice dell’appalto, n.d.a.] del diritto di superficie (...) rappresenta, quindi, un inadempimento contrattuale di notevole importanza nell’equilibrio contrattuale...”.
E pur volendo considerare il termine pattuito come non essenziale, il comportamento contrattuale manifestato dalla P.A. [leggasi Comune di Monza e Giunta Scanagatti] nei mesi immediatamente successivi all’intimata risoluzione (...) inducono il Tribunale a ritenere ormai definitiva la volontà di non adempiervi...
Pensando male, con buona probabilità di indovinare, si potrebbe ipotizzare che l’inerzia attuale sia strategica e che si sia pianificato di recuperare il tempo perduto verso la fine del mandato amministrativo in modo da mostrare un’attività frenetica di miglioramento della città propedeutica alla propaganda elettorale. La questione del macello è la più evidente, ma non è la sola. Ci sono altri progetti utili per la città che sono stati abbandonati o gestiti in modo discutibile: l’area ex fiera per il Centro Polifunzionale, lo Stadio Sada, il Vecchio Ospedale, il supermercato di Viale delle Industrie (Anche Monza avrà le sue torri).
Ad oggi i motivi di questo comportamento rimangono oscuri e si possono solo fare ipotesi, mentre il dato di fatto, reale e tangibili è l’esborso della penale. Le motivazioni dell’attuale primo cittadino Scanagatti sembrano inconsistenti. È poco plausibile che una persona della sua esperienza amministrativa non distingua il progetto esecutivo dall’idea di progetto. Parafrasando la nota battuta di Totò possiamo solo dire “...e i monzesi pagano”.


 
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