| Lega Hockey: terremoto ai vertici |
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| Venerdì 27 Novembre 2015 07:23 |
(Laura Giulia D’Orso, foto: Stefano Servidio) Fibrillazione ai vertici della Lega Italiana Hockey con le dimissioni in massa dell’intero consiglio direttivo e del suo Presidente Siegel in carica dal lontano 1994.Era nell’aria questo rocambolesco finale, figlio di anni di conflitti e incomprensioni fra alcune società di Lega, appoggiate dalla Federazione e “società dissidenti”.
Gli ultimi anni sono stati decisamente travagliati per la Lega Hockey che ha dovuto fronteggiare contrasti seri e, chi ha seguito le vicende dell’estate 2014, non può non ricordare il terremoto che ci fu, con la Lega che rinunciò al suo incarico di organizzatrice di campionati e le società che dovettero iscriversi in Federazione e poi associarsi facoltativamente alla Lega (in precedenza la “quota campionato” la si pagava in Lega, dove l’iscrizione per team di A1 e A2 era obbligatoria). Numerose modifiche discusse a Milano durante l’Assemblea Generale della Lnh, oltre all’approvazione dei bilanci per l’anno 2014/2015 hanno creato divergenze insanabili. Nella combattuta riunione si è deciso anche di aprire la Lega (fino ad oggi appannaggio esclusivo dei club di serie A1 e A2) anche alla serie B e all’hockey femminile, cercando di ridare unità e un ruolo di rappresentanza complessiva a questo sport. Unitariamente al presidente Siegel hanno rassegnato le dimissioni anche i consiglieri rappresentanti del Hockey su rotelle Vito Favuzzi in forza all’ AFP Giovinazzo, Raoul Frugoni, del Roller Lodi, Giuliano Pocetti del Follonica, Sergio Sperman dell’Hockey Valdagno 1938, oltre agli altri quattro rappresentanti dell’hockey inline. E' evidente che il confronto tra Federazione, Lega e squadre associate si trova in una fase cruciale e vivrà momenti complicati proprio in vista delle nomine del nuovo direttivo. Il tutto con il fronte dei club che appare ancora diviso più sulla base di personalismi, problemi sostanzialmente irrilevanti e cavilli statutari che sulle cose concrete. Nel frattempo, attendendo le nuove elezioni, a norma di Statuto Federale, Raoul Frugoni traghetterà la Lega Hockey verso le nuove nomine. |




(Laura Giulia D’Orso, foto: Stefano Servidio) Fibrillazione ai vertici della Lega Italiana Hockey con le dimissioni in massa dell’intero consiglio direttivo e del suo Presidente Siegel in carica dal lontano 1994.
Numerose modifiche discusse a Milano durante l’Assemblea Generale della Lnh, oltre all’approvazione dei bilanci per l’anno 2014/2015 hanno creato divergenze insanabili. Nella combattuta riunione si è deciso anche di aprire la Lega (fino ad oggi appannaggio esclusivo dei club di serie A1 e A2) anche alla serie B e all’hockey femminile, cercando di ridare unità e un ruolo di rappresentanza complessiva a questo sport. 
