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Sabato 24 Gennaio 2015 14:48 |
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Pagina 5 di 5 Anche nella nostra città e in provincia gli azionisti danneggiati sarebbero numerosi, anche se è difficile reperire cifre certe stante la frammentazione di associazioni di consumatori, sodalizi appositamente costituiti e singoli rassegnati che non intraprendono alcuna azione aggregativa o rivendicativa. Tuttavia, questo potrebbe essere una spiegazione dello spostamento dei denari investiti dagli opulenti brianzoli verso altre forme di risparmio meno rischiose. I dati di un anno fa sugli investimenti dei monzesi segnalavano un massiccio passaggio dalle azioni ai titoli di stato (Rapporto dell’Osservatorio del Risparmio promosso da UniCredit e Pioneer Investments sulla Lombardia, dati 2014). Quindi, pur in diminuzione rispetto ai valori pre-crisi, con uno scarto ridotto, la ricchezza pro-capite permette ancora di investire, ma la direzione sembra avere abbandonato il mercato azionario prediligendo i titoli di stato.
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