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Regione Lombardia: il divieto di fumo nelle scuole non è rispettato PDF Stampa E-mail
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Giovedì 27 Novembre 2014 17:19
141127 sigarette01E' stata depositata oggi, presso il Consiglio regionale della Lombardia, un'interrogazione per chiedere chiarimenti in merito all'applicazione delle norme introdotte dalla legge del 2013, che ha esteso il divieto di fumo anche alle aree all’aperto, in particolare negli istituti afferenti al sistema dell’Istruzione e Formazione Professionale (IeFP) di competenza regionale.
Firmatario dell'interrogazione è il Consigliere Antonio Saggese: "Il decreto legge del settembre 2013 - spiega - vieta l’uso delle sigarette non sono nei locali al chiuso, come previsto dalla legge Sirchia del 2003, ma anche in quelli all’aperto nelle scuole, come giardini e cortili. In alcuni istituti scolastici regionali, tuttavia, sembrerebbe che il divieto di fumo, così come previsto dalla recente normativa, venga talvolta eluso, male interpretato o comunque non punito. Secondo un recente sondaggio effettuato a livello nazionale su un campione di 2.500 ragazzi, addirittura il 73% assicura che nella propria scuola si fuma all'aperto e solo il 16% degli intervistati sostiene che nel proprio istituto sono state comminate sanzioni disciplinari ai trasgressori. Il mancato rispetto del divieto, in Lombardia, interesserebbe soprattutto gli istituti professionali, dove molti ragazzi, incuranti del maxi-divieto, pare fumino negli istituti".

"A fronte di questi dati - prosegue il consigliere - chiedo alla Giunta se il divieto di fumo sia stato effettivamente recepito dalle scuole del territorio, in particolare dalla IeFP e se la Regione abbia provveduto a fornire adeguate comunicazioni, recanti i riferimenti alle recenti norme contro il fumo e alle relative sanzioni, a tutti i soggetti interessati quali scuole, enti di formazione, Province e Comuni. Infine, mi chiedo se attualmente, a disposizione della Regione, vi siano strumenti o procedure di monitoraggio che permettano di verificare l’applicazione delle norme contro il fumo nelle scuole del territorio".
"Di fronte a un fenomeno, quello del fumo, che solo in Italia causa ottantamila morti l'anno e in Europa è la prima causa di morte - sostiene Saggese - non possiamo permetterci di rimanere immobili, soprattutto sapendo che spesso è proprio in età scolare che si inizia a sperimentare il fumo di sigaretta. Essendo l’educazione alla salute strettamente correlata allo sviluppo della persona umana e alla formazione dei cittadini, in coerenza, appunto, con la funzione di tutti gli istituti scolastici, dobbiamo far sì che la legge antifumo sia rispettata da tutti, studenti e professori, per il bene dei nostri figli".
 
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