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Case popolari e deroga alle graduatorie al genitore che resta senza casa PDF Stampa E-mail
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Martedì 17 Giugno 2014 21:37
140617 dadi divorzio“Con l’approvazione di questa legge si compie un primo e importante passo per il sostegno di una vera e propria emergenza sociale, che solo in Lombardia interessa migliaia di mamme e di papà. Nonostante il tentativo di strumentalizzazione da parte delle opposizioni, dunque, la Regione si dota di una legge volta a tutelare la famiglia e i suoi componenti, garantendo la piena espressione del ruolo genitoriale”. Così Antonio Saggese, consigliere regionale e vice presidente dell’Associazione Papà Separati Lombardia, commenta l’approvazione da parte del Consiglio regionale della legge, di cui è relatore, che prevede interventi di sostegno economico e abitativo a favore dei coniugi separati o divorziati, integrandosi con l'unico impianto normativo esistente che è quello del matrimonio, della separazione e divorzio.
“La legge – ha spiegato Saggese – prevede all’art. 5 misure concrete come protocolli d’intesa per la concessione di alloggi a canone agevolato, la promozione di idonee forme di locazione agevolata e temporanea, per un periodo massimo di 36 mesi, e l’assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica in via d’urgenza, in deroga alle graduatorie dei comuni. Ai coniugi separati o divorziati in disagio economico viene attribuito poi nelle graduatorie un peso equivalente a quello dei nuclei con procedure di sfratto in corso”.
 
“Spiace constatare – ha dichiarato Saggese - che le opposizioni non abbiamo compreso quella che è finalità perseguita con tale legge, ovvero il sostegno non ai figli, ma agli adulti che a seguito di una separazione e di un divorzio, vivono alle soglie della povertà. Se vogliamo tutelare i figli, equiparati dal dl 154 del 2013 sia nel caso siano nati fuori che dentro il matrimonio, dobbiamo lavorare sul diritto alla loro bi-genitorialità e fare in modo che abbiano un rapporto paritetico con entrambi i genitori. Purtroppo per i papà esiste ancora il concetto dei tempi di visita e non di collocamento, cosa che invece continua ad essere riservata solo alle mamme. Questa è una discriminazione che lede il minore nel suo diritto di crescere in maniera paritetica con entrambi i genitori. Questo è il vero problema della questione che PD e M5S omettono”.
 
“Il provvedimento– ha proseguito Saggese - si integra con l’impianto normativo nazionale riferito al matrimonio, alla separazione legale e alla cessazione sugli effetti civili del matrimonio. Siamo tuttavia consapevoli che l’emergenza interessa anche le mamme e i papà non coniugati. Per questo motivo è stato presentato un ordine del giorno che invita Giunta regionale a monitorare il fenomeno delle interruzioni delle convivenze in cui sono nati figli, al fine di individuare criteri e strumenti finalizzati a verificarne il reale stato di separazione dei genitori non coniugati e l’effettivo disagio economico e sociale, per poter estendere anche a questa categoria gli interventi di sostegno abitativo previsti dal progetto di legge”.
 
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