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Giovedì 15 Maggio 2014 07:00 |
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Pagina 2 di 2 Questo elemento architettonico rimase fino ai primi del novecento, probabilmente fino alla prima guerra mondiale, già durante la seconda guerra mondiale l’area era orami priva di piantumazioni dato che venne utilizzata come accampamento militare. All’interno dello sviluppo del progetto è previsto di effettuare ricerche storico documentali sulle varietà vegetali presenti in origine e di integrare con varietà dell’area Brianzola (e in alternativa del Nord Italia), al fine di ricostituire le caratteristiche originarie e di creare una collezione in pieno campo di specie antiche o vetuste di frutta.
IL PROGETTO – Il primo passo sarà la ricostruzione fisica del Frutteto Matematico, sull’impostazione del disegno originario del Canonica. Uno sviluppo pari a 3.100 metri e ben 520 alberi, dove verranno utilizzati per la piantumazione delle varietà antiche, verificando la scelta varietale mediante analisi degli studi storici e delle serie botaniche descritte nell’800 oltre al posizionamento di un impianto di irrigazione a goccia e le manutenzioni. La ricostruzione di questo elemento caratterizzante un’area importante del Parco di Monza verrà realizzata e mantenuta mediante lo sviluppo fondamentale e l’attivazione di percorsi di formativi e di lavoro per persone disagiate, famiglie e scuole. Nel programma di creazione e gestione del frutteto saranno coinvolte, mediante l’attivazione di percorsi e attività, persone con disabilità, oltre allo sviluppo di attività rivolte alla popolazione e agli studenti. Si svilupperanno inoltre una serie di eventi e momenti di condivisione e utilizzo del Frutteto Matematico da parte della popolazione e di possibili fruitori e visitatori del Parco, con l’obiettivo della messa in produzione per Expo 2015. Il progetto - della durata di 22 mesi - è partito nel marzo 2014 e si concluderà a dicembre 2015.
«Sono anni che si parla di riportare in vita il Frutteto Matematico e grazie a questo importante progetto in collaborazione con la Scuola Agraria di Monza potrà rivivere una parte importante del Parco della Valle del Lambro in vista di Expo 2015 – ha spiegato l’Avv. Eleonora Frigerio Presidente del Parco della Valle del Lambro e di Federparchi Lombardia - La collaborazione con gli studenti della Scuola Agraria del Parco di Monza è nata per coniugare due aspetti che caratterizzano la mission del Parco: quella appunto di Ente che tutela la biodiversità, oltre alla flora che lo caratterizza ma anche il coinvolgimento nel raggiungimento di questi obiettivi delle giovani generazioni in formazione che quotidianamente sui banchi di scuola imparano e approfondiscono specifiche materie di tipo ambientale e rurale. Contribuire con questo progetto alla loro istruzione, con la possibilità di toccare con mano quello che sarà il loro futuro professionale, attraverso un importante progetto in vista di Expo’ 2015 ci è sembrata un’importante occasione da cogliere».
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