| Assemblea Unipol SAI: buoni rendimenti con qualche critica |
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| Mercoledì 30 Aprile 2014 08:19 |
(Paolo Mariani) Lo scorso 29 aprile si è tenuta l’assemblea dagli azionisti di Unipol Sai e le spiegazioni hanno evidenziato come la strategia della complessa operazione di fusione sia stata vincente.Ovviamente – afferma l’AD Cimbri – l’integrazione tra Unipol e Fondiaria Sai è operativamente “in itinere. Prevediamo ancora un paio d’anni per il completamento dell’integrazione, per esempio dei sistemi informativi e delle sedi, necessaria ad un’armonizzazione delle politiche di prodotto.”
I numeri e grafici prodotti dall’AD Cimbri hanno mostrato trend positivi con valori di mercato e performance di borsa con segni positivi anche a tre cifre per la fortuna della redditività degli azionisti che hanno investito nel corso degli aumenti di capitale (Fondiaria Sai Ordinaria: 117,8%, Fondiaria Sai Risparmio A+B: 424,0%, Milano Ordinarie: 290%, Milano Risparmio: 513%, Unipol Ordinaria: 169%, Unipol Privilegiate: 403%). Nonostante questo panorama positivo non sono mancati interventi polemici. L’Avvocato Dario Trevisan, nella sua posizione di rappresentante comune degli azionisti (figura prevista dalla legge) ha intentato causa presso il Tribunale di Torino su incarico dell’assemblea speciale azionisti Risparmio Categoria A, mentre l’Avvocato Michele Di Bari, il quale ha condotto studi sull’aumento di capitale e ritiene le operazioni quantomeno discutibili, hanno posto numerosi dubbi. I quesiti del legale barese vertono sul danno per i vecchi azionisti. Secondo i suoi calcoli costoro “avrebbero perso il 96% del proprio patrimonio”. Citando norme civili e penali egli sostiene che l’operazione combinata dell’eliminazione dell’indicazione del valore nominale, del raggruppamento e dell’aumento di capitale sotto la parità contabile sia contra legem. Sintetizzando alcuni interventi precedenti e citando proprie azioni legali a Bari e Torino, quest’ultima azione legale insieme al collega Trevisan, è poi passato a ricordare le “possibili conseguenze dirompenti” per la società a livello di risarcimenti in relazione al mancato accantonamento di bilancio destinato a tale scopo. Quest’ultimo argomento è stato ripreso anche da altri interventi, quale quello del commercialista monzese Dott. Dario Radaelli. Secondo questo professionista l’assenza di accantonamenti - che avrebbero dovuto essere stanziati per un importo complessivo certamente tale da annullare l’utile d’esercizio dichiarato - non consentirebbe neppure la distribuzione di detti utili. Una simile azione avrebbe causato una pesante perdita d’esercizio con ulteriore conseguenza di non poter distribuire utili non conseguiti ed accertati dall’assemblea dei soci con delibera di approvazione del bilancio. La società ha la coscienza a posto e questo le permette di rispondere che le operazioni iscritte a bilancio sono state certificate dal collegio sindacale e dai revisori dei conti e che Unipol Sai resisterà a qualsiasi azione legale da parte di vecchi azionisti verso la società stessa e i suoi attuali amministratori della società. |




(Paolo Mariani) Lo scorso 29 aprile si è tenuta l’assemblea dagli azionisti di Unipol Sai e le spiegazioni hanno evidenziato come la strategia della complessa operazione di fusione sia stata vincente.
