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Se Salvini avesse ragione … PDF Stampa E-mail
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Domenica 10 Ottobre 2021 17:03

130917 ministero finanze

(Laura G. D’Orso). Alzino la mano coloro i quali firmerebbero una delega in bianco, un assegno in bianco, un contratto in bianco. Così, damblè, di primo acchito! Il protocollo governativo presuppone che firmare una delega in bianco (su una riforma fiscale, non di poco conto), significa votare sulla “fiducia” a un Presidente del Consiglio che potrebbe magari fra tre o sei mesi cambiare ed essere sostituito con altri.
Ed è inutile che gli altri Gruppi Parlamentari si scandalizzino, avrebbero fatto esattamente la stessa cosa!
La Legge Delega, per sua natura, lascia le mani libere al solo Governo, relegando ad un “non ruolo” il Parlamento. Una volta che le Camere approvano pochi e vaghi principi generali, spetta all’Esecutivo scriverne i decreti attuativi. L’Aula, a questo punto non può più bocciarli ma solamente esprimere un parere.

Salvini non ha firmato!

Apriti cielo … i commenti si sprecano anche troppi, ma, come diceva un “noto politico”: “a pensar male si fa peccato ma ci si azzecca!”

I punti della Legge Delega sono essenzialmente cinque.

Riforma del Catasto. Prevede un aggiornamento della mappatura catastale e nuovi criteri aggiuntivi per la descrizione degli immobili dal 01.01.2022.

Il Governo promette non ci saranno aumento delle tasse. Dobbiamo distinguere fra Imposte dirette ed Imposte indirette. Per esempio, se una famiglia ha acquisito anni addietro un piccolo appartamento periferico con il passare del tempo e con l’espandersi della toponomastica cittadina da periferia, l’immobile potrebbe adesso essere ritenuto più centrale e vedere modificato l’Estimo Catastale. Una casa valeva 30 adesso ne vale 60 ma non è affatto detto che il proprietario abbia aumentato la capacità di reddito, anzi potrebbe averla diminuita o essere andato in pensione …. Ecco però scattare una differenza Irpef (Imposte reddito persone fisiche dirette) che potrebbe far alzare molti limiti Isee, cioè esenzioni per le mense scolastiche, per attività scolastica e sportiva dei figli, per le cure mediche, assistenza domiciliare per invalidità,  per molteplici servizi agli anziani, per l’ingresso agli asili nido … . (Per non entrare nel merito di una piccola seconda casa magari ereditata da nonni).

Revisione del sistema della riscossione. Nella bozza c’è poco, un piccolo paragrafo ma allacciandosi alla UE nelle cui 360 circa pagine si legge di continuo dovranno essere trovate nuove fonti di reddito, si presuppone l’aumento del gettito fiscale. … chiedo quindi una seconda volta: firmereste ancora una delega in bianco?!.

Irap (Imposta regionle sulle attività produttive). Il Governo scaricherà sulle Regioni il compito di tassare le fonti di reddito. Lo scopo sarà di “obbligare ad una transazione” verso una visione green ed adeguare accise per chi inquina di più e IVA. Il ricavato regionale della tassazione dovrebbe essere usato dalle Regioni per “il finanziamento del fabbisogno sanitario”. Non si riesce ad intendere se regionale o di tutto il paese, ma se così fosse ovviamente la disparità di regioni con economie non solide o in crisi non sarebbero comparabili con le regioni più produttive.

IVA (Imposta valore

 aggiunto). Dalle poche righe della bozza si legge che verranno modificate e razionalizzate. Perciò, la tassazione indiretta oltre al costo vivo della materia sarà proporzionale, seguendo sempre le direttive della UE e del Green Deal europeo, alle Imposte (tasse) sui cicli dei prodotti che verranno ritenuti più inquinanti. Ciò ricadrà sulle filiere tradizionali che sono portanti nel Paese Italia e portatrici di fatturato. La razionalizzazione quindi non sarà affatto a saldo zero.

Irpef (Imposta reddito delle Persone Fisiche). Nella Bozza presentata dovrebbe cambiare il nome ed essere sostituita da una sovraimposta aumentata o diminuita in ambito locale ma … (si legge) “dovrà comunque garantire un incremento dell’imposta in maniera tale da garantire lo stesso gettito attualmente ricavato dall’applicazione delle aliquote delle addizionali regionali maggiorate nella misura obbligatoria”.

Ieri una moltitudine di rappresentanti politici hanno sentenziato: ”E’ l’Europa che ce lo chiede”. L’Europa chi?! … Sulla Treccani si legge … Europa regione geografica del mondo comunemente considerata un continente in base a fattori storico-politico e geopolitici, situato nell’emisfero settentrionale. Boh!

Mi piacerebbe che ci fossero nomi e cognomi, sarebbe più credibile il tutto. Ripensando bene però, qualche anno fa sentii la stessa affermazione nei riguardi della Grecia e delle riforme che l’Europa le imponeva e furono lacrime e sangue. Se non ricordo male forse allora nel 2015 la Troika (Commissione Europea, Banca Centrale Europea e Fondo Monetario Internazionale) aveva dei nomi. Un signor Mario Draghi guidava la Banca Centrale Europea ma forse potrebbe essere solo un omonimo!

 
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