| "Vecchio" S. Gerardo: da nosocomio a...? |
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| Sabato 19 Novembre 2016 07:34 |
(Laura Giulia D’Orso) “Puoi sterminare una generazione di persone, radere al suolo le loro case, troveranno una via di ritorno. Ma se distruggi i loro conseguimenti e la loro storia, è come se non fossero mai esistite, solo ceneri, che galleggiano”.Frank Stokes, uno dei più famosi “monument men” della storia europea lo sottolineava spesso ai suoi commilitoni, impegnati a salvare le più belle opera artistiche d’Europa durante la Seconda Guerra Mondiale.
E succede anche che, qualche volta, coloro che ci amministrano, che ci governano, di fronte a mutamenti improvvisi geopolitici sembrano, non solo dimenticare un parte consistente della nostra storia, ma cercano anche di trasformarla. Per semplice opportunismo oppure perché la memoria è intrinsecamente fragile. I nostri ricordi e la nostra storia vengono così esposti alla mutilazione del nostro passato e alla cancellazione di ciò che siamo stati.
Un caso eclatante a Monza è la dismissione del ”vecchio ospedale San Gerardo dei Tintori”. Una storia gloriosa alle spalle come nosocomio della città brianzola, punto di riferimento della popolazione lombarda dei primi anni del novecento fino al 2010 circa, ma soprattutto retaggio di una storia ricca e affascinante che fu il neo classicismo e il liberty a Monza. La decisione per la sua costruzione fu presa a seguito della cospicua donazione appositamente effettuata nel 1890 dal re Umberto I e dalla consorte Margherita di Savoia. Una targa all’ingresso ricorda poi i cospicui lasciti di benefattori e i donatori illustri e non che nel corso degli anni permisero di accrescere la struttura e migliorare ed arricchire l’offerta sanitaria del nosocomio tanto che una delle espressioni dialettali “brigà”, cioè pagare, si vuole derivi dal Commendatore Brigatti, famoso tra i suoi concittadini per la generosità verso l’ospedale Umberto I.
Ad accogliere i pazienti dall’ingresso di Via Solferino, oltre i cancelli della splendida facciata dell’ospedale, c’è a tutt’oggi, la statua di bronzo del re Umberto di Savoia, preceduta dal vecchio stemma di Monza realizzato in mosaico: corona turrita, fascio littorio, croce di Berengario e Corona Ferrea a cui mancano però diverse tessere.
Passeggiando sotto le pensiline che collegavano i differenti reparti, forgiate a mano in ferro battuto da artigiani dell’epoca, si arriva alla splendida Chiesetta di Sancto Gerhardo, (Monza, 1134 – Monza, 6 giugno 1207) dedicata a San Gerardo, detto dei Tintori, fondatore del primo ospedale monzese nel 1174. E’ un piccolo edificio religioso annesso al vecchio Ospedale Umberto I. La chiesa, progettata personalmente dallo stesso architetto Balossi-Merlo, nel 1894 e inaugurata nel 1896, è un edificio di piccole dimensioni di stile neoclassico concepita come cappella-oratorio. Il portico anteriore è solamente accennato e sormontato da un timpano e con due colonne di granito gialle ai lati affacciate su via Magenta. All’interno, sull’altare sopraelevato, prende posto una pala raffigurante San Gerardo dei Tintori dipinta con la tecnica dell’encausto dal pittore monzese Gerardo Bianchi, fratello di Mosè Bianchi. L’area totale consta di 60 mila metri quadri ed è in vendita dal 2011. I vertici del San Gerardo hanno deciso di avviare un’asta pubblica anche "al fine di garantire le fonti di finanziamento finalizzate alla realizzazione dell’intervento edilizio di adeguamento strutturale e tecnologico del Nuovo ospedale...". Così si legge nel bando di vendita. Infatti la gigantesca ristrutturazione in via Pergolesi, da circa 207 milioni di euro, del Nuovo San Gerardo sta in piedi anche grazie alla somma che verrebbe incassata dalla vendita del Vecchio Ospedale di Via Solferino. Nel 2011 però la prima asta è andata deserta. La valutazione dell’Agenzia del territorio di 50 milioni e 150mila euro è risultata fuori mercato.La nuova asta dovrebbe partire perciò da un nuovo valore fissato di circa 37 milioni di euro. Molti meno rispetto a cinque anni fa. Per sopperire al denaro mancante infatti la Giunta regionale ha destinato circa 30 milioni di euro a bilancio come co-finanziamento per riqualificazione del Nuovo San Gerardo "in considerazione del minor valore di alienazione del Vecchio ospedale". Significa quindi che le spese per ammodernare il Nuovo San Gerardo sono state fatte su una previsione di incasso di oltre 50 milioni di euro quindi quello che mancherà una volta venduto l’Umberto I verrà coperto dalla Regione. Ma a mio avviso la questione deve porsi su ciò che il manufatto rappresenta per i monzesi, non solo in termini sentimentali, ma anche artistici e di patrimonio storico. Nel PGT vigente la scheda dell’Ambito 40 riporta le seguenti indicazioni d’uso:
Sarà, ma come concludevano i fratelli Caponi, Totò e Peppino de Filippo... “e ho detto tutto!!!!” |




(Laura Giulia D’Orso) “Puoi sterminare una generazione di persone, radere al suolo le loro case, troveranno una via di ritorno. Ma se distruggi i loro conseguimenti e la loro storia, è come se non fossero mai esistite, solo ceneri, che galleggiano”.
