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Referendum e riforma costituzionale, Regione Lombardia ricorre alla Corte Costituzionale PDF Stampa E-mail
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Mercoledì 05 Ottobre 2016 06:17
150624 bilancia giustizia“Questa riforma ha alla radice un pregiudizio di costituzionalità, che investe la pratica della democrazia in questo Paese”: così Stefano Bruno Galli ha illustrato in Aula la sua mozione con la quale il Consiglio regionale lombardo impegna il presidente della Regione “a valutare i profili di incostituzionalità e dunque l’opportunità di depositare presso la cancelleria della Corte Costituzionale un ricorso avverso la legge costituzionale” – la cosiddetta riforma Renzi-Boschi – “poiché si tratta di una legge costituzionale approvata da un Parlamento del tutto privo di potere costituente, requisito essenziale, indispensabile e necessario, come sostenuto e sottolineato dalla dottrina, per procedere a leggi costituzionali ovvero di revisione costituzionale”.
La mozione è stata approvata con i voti dei Gruppi della maggioranza (escluso Lombardia Popolare) e del Movimento Cinque Stelle.
Nel corso del suo intervento, Galli ha richiamato la sentenza del 2014 con la quale la Consulta ha affermato la incostituzionalità della legge elettorale (il cosiddetto “Porcellum”) con la quale è stato eletto l’attuale Parlamento. Ha quindi sottolineato come la consultazione referendaria in programma il prossimo 4 dicembre si è resa necessaria solo perché la riforma costituzionale del Governo Renzi è stata approvata in sede parlamentare senza la maggioranza qualificata dei due terzi.

Nella mozione, il capogruppo della Lista Maroni si è richiamato a Gianfranco Miglio, per il quale il potere costituente è un elemento essenziale, inscindibile e “indisponibile” della sovranità, oltre che a diverse sentenze della Consulta e pareri di costituzionalisti; fra questi Gaetano Silvestri, presidente della Corte Costituzionale, per il quale “il popolo esercita legittimamente il potere costituente perché è sovrano, nel senso che dispone di un potere giuridico antecedente alla Costituzione e superiore ad essa”.

“Il Parlamento – ha aggiunto Stefano Galli – esercita il potere costituente solo per delega; ma con il Porcellum la delega non c’era, perché si è rotto il rapporto tra elettori ed eletto”.
 
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