| Regione e inquinamento. No a blocco dei diesel? |
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| Mercoledì 05 Ottobre 2016 06:02 |
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“No al blocco degli autoveicoli, che penalizzerebbe migliaia di cittadini; sì a interventi strutturali, per i quali risultano fondamentali le risorse garantite dallo Stato centrale“: così il consigliere regionale Antonio Saggese riassume le motivazioni del voto contrario del suo Gruppo alla mozione delle opposizioni che prevedeva misure di limitazione alla circolazione dei veicoli euro 3 diesel, mozione che è stata respinta dal Consiglio regionale.
“Porre in atto il blocco alla circolazione dei veicoli euro diesel 3 avrebbe impedito a migliaia di famiglie di muoversi anche per le necessità quotidiane, come andare al lavoro o accompagnare i bimbi a scuola – osserva Saggese –. Il voto contrario dell’Aula conferma che interventi come questo si possono fare solo se accompagnati da incentivi di natura statale per sostituire i veicoli più inquinanti, altrimenti si colpirebbero una volta di più disoccupati e sottoccupati, esodati e pensionati che non potrebbero mai permettersi di sostituire di punto in bianco la loro auto euro 3“.“Quello che emerge una volta di più – rimarca il consigliere della Lista Maroni – è la necessità di lasciare risorse ai territori, così da permettere agli Enti locali come Regione Lombardia di attuare interventi strutturali contro l’inquinamento atmosferico. La nostra Regione si è già avviata in questa direzione, promuovendo la mobilità elettrica e facendo pressioni sul governo affinché stanzi incentivi per l’acquisto di auto elettriche, incentivi che potrebbero essere inseriti nella prossima manovra finanziaria“. |




“Porre in atto il blocco alla circolazione dei veicoli euro diesel 3 avrebbe impedito a migliaia di famiglie di muoversi anche per le necessità quotidiane, come andare al lavoro o accompagnare i bimbi a scuola – osserva Saggese –. Il voto contrario dell’Aula conferma che interventi come questo si possono fare solo se accompagnati da incentivi di natura statale per sostituire i veicoli più inquinanti, altrimenti si colpirebbero una volta di più disoccupati e sottoccupati, esodati e pensionati che non potrebbero mai permettersi di sostituire di punto in bianco la loro auto euro 3“.
