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Decreto incentivi alle FER non FV: ancora una dimenticanza del Governo PDF Stampa E-mail
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Martedì 05 Luglio 2016 13:29
160705 logo cirfLa pubblicazione del Decreto interministeriale del 23 giugno 2016 “Incentivazione dell'energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili diverse dal fotovoltaico” conferma gli incentivi a nuovi impianti idroelettrici nei corpi idrici naturali. Una scelta che il CIRF (Centro Italiano di Riqualificazione Fluviale) considera sbagliata e controproducente: finanziare ulteriori 80 MW idroelettrici a discapito della qualità dei corsi d'acqua naturali appare oggi senza alcuna giustificazione strategica.
In particolare, questo Decreto rischia di costare all'Italia una nuova Procedura di infrazione comunitaria (aggravando la posizione sulla precedente già avviata EU Pilot 6011_14_ENVI_2015). La produzione idroelettrica è infatti riconosciuta come una delle cause principali di degrado dello stato ecologico dei corpi idrici e il sostegno alle rinnovabili, a cui il nuovo idroelettrico in Italia ormai può dare un contributo molto limitato, non può essere in contrasto con gli obiettivi di tutela delle acque e della biodiversità.

Il CIRF ha da tempo suggerito che lo spazio residuo per ulteriore produzione idroelettrica, e per eventuali incentivi, va cercato nella realizzazione di nuovi impianti nel reticolo artificiale, ad esempio in acquedotti e fognature, oltre che nell'aumento dell'efficienza di quelli esistenti. Così come per il consumo di suolo, anche per i corsi d'acqua non si può pensare di aumentarne ulteriormente lo sfruttamento, è tempo di fermarsi e anzi di investire in misure di tutela e riqualificazione.

Sul tema, il CIRF ha sottoscritto a fine 2014 insieme alle principali organizzazioni italiane che si occupano di tutela ambientale l’appello nazionale per la salvaguardia dei corsi d'acqua dall'eccesso di sfruttamento idroelettrico e ha prodotto uno specifico Dossier su idroelettrico e corsi d'acqua “L’energia “verde” che fa male ai fiumi - Qualità dei corsi d’acqua e produzione idroelettrica in Italia: un conflitto irrisolto”.
 
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