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Vergognosa decisione sul referendum per l’autonomia della Lombardia PDF Stampa E-mail
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Mercoledì 20 Aprile 2016 05:34
140403 gonfalone lombardia02“Il Governo ha definitivamente negato l’accorpamento del Referendum per l’Autonomia della Lombardia con le elezioni amministrative di giugno, anche con il secondo turno. È una decisione assurda, che vergogna”. Lo dichiara Stefano Bruno Galli, a capo del gruppo consiliare “Maroni Presidente”.
“Pare che, oltre al Premier non eletto, un ruolo particolarmente attivo per approdare a questa perversa e dannosa decisione – continua Galli - l’abbia svolto il Ministro Martina, che voci di corridoio e indiscrezioni giornalistiche da qualche tempo accreditano quale futuro competitor del Governatore Roberto Maroni alle prossime elezioni regionali, nel 2018. Così Martina dimostra di amare il grande popolo lombardo! È giusto che i cittadini lombardi sappiano che la responsabilità principale della spesa del Referendum per l’Autonomia, che ammonta a oltre 20 milioni di euro, è quindi da attribuire al Premier, a tutto il Governo, al Ministro degli Interni, al Ministro Martina e al Pd Lombardo. Ma contro questo fronte, che non ha a cuore il presente e il futuro della Lombardia, della sua terra e della sua gente, combatteremo con determinazione e sino in fondo”.

“La ferma opposizione di Renzi, ma soprattutto di Martina e del Pd lombardo, al nostro Referendum per l’Autonomia – sottolinea - certifica una sostanziale insensibilità democratica e una visione ottusamente centralistica del sistema istituzionale. Un sistema burocratico e accentratore, ingordo e predatore, che ogni anno saccheggia la grande Lombardia imponendole un residuo fiscale di 54 miliardi di euro”. “Il Referendum si farà comunque, a ottobre, insieme a quello promosso dal Veneto sullo stesso tema, quello di ottenere una maggiore autonomia politica e amministrativa per la Regione. L’asse referendario Lombardia-Veneto si configura pertanto come il primo nucleo del fronte del residuo fiscale, che tra le due regioni ammonta a circa 80 miliardi di euro. È infatti giusto – conclude il capogruppo della Lista Maroni - che tutte le regioni virtuose, che sono oggetto di una sistematica rapina fiscale a opera dello Stato centrale, vengano premiate e ottengano migliori condizioni di autonomia. Liberiamoci dalla schiavitù fiscale”.



Vergognosa decisione sul referendum per l’autonomia della Lombardia

“Il Governo ha definitivamente negato l’accorpamento del Referendum per l’Autonomia della Lombardia con le elezioni amministrative di giugno, anche con il secondo turno. È una decisione assurda, che vergogna”. Lo dichiara Stefano Bruno Galli, a capo del gruppo consiliare “Maroni Presidente”.

“Pare che, oltre al Premier non eletto, un ruolo particolarmente attivo per approdare a questa perversa e dannosa decisione – continua Galli - l’abbia svolto il Ministro Martina, che voci di corridoio e indiscrezioni giornalistiche da qualche tempo accreditano quale futuro competitor del Governatore Roberto Maroni alle prossime elezioni regionali, nel 2018. Così Martina dimostra di amare il grande popolo lombardo! È giusto che i cittadini lombardi sappiano che la responsabilità principale della spesa del Referendum per l’Autonomia, che ammonta a oltre 20 milioni di euro, è quindi da attribuire al Premier, a tutto il Governo, al Ministro degli Interni, al Ministro Martina e al Pd Lombardo. Ma contro questo fronte, che non ha a cuore il presente e il futuro della Lombardia, della sua terra e della sua gente, combatteremo con determinazione e sino in fondo”.

“La ferma opposizione di Renzi, ma soprattutto di Martina e del Pd lombardo, al nostro Referendum per l’Autonomia – sottolinea - certifica una sostanziale insensibilità democratica e una visione ottusamente centralistica del sistema istituzionale. Un sistema burocratico e accentratore, ingordo e predatore, che ogni anno saccheggia la grande Lombardia imponendole un residuo fiscale di 54 miliardi di euro”. “Il Referendum si farà comunque, a ottobre, insieme a quello promosso dal Veneto sullo stesso tema, quello di ottenere una maggiore autonomia politica e amministrativa per la Regione. L’asse referendario Lombardia-Veneto si configura pertanto come il primo nucleo del fronte del residuo fiscale, che tra le due regioni ammonta a circa 80 miliardi di euro. È infatti giusto – conclude il capogruppo della Lista Maroni - che tutte le regioni virtuose, che sono oggetto di una sistematica rapina fiscale a opera dello Stato centrale, vengano premiate e ottengano migliori condizioni di autonomia. Liberiamoci dalla schiavitù fiscale”.

 

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