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Mercoledì 20 Aprile 2016 05:23 |
"L’abusivismo nel commercio è un fenomeno molto diffuso e il commercio su aree pubbliche è uno dei comparti più colpiti. Questa legge recepisce alcune sollecitazioni provenienti anche dalle associazioni di categoria e da Anci, audite dal gruppo di lavoro appositamente costituito in seno alla Commissione Attività produttive, apportando numerosi aspetti positivi alla normativa previgente con lo scopo di contrastare efficacemente il fenomeno": lo ha sottolineato il consigliere regionale Antonio Saggese nel suo intervento in Aula durante il dibattito che ha preceduto l’approvazione del progetto di legge che introduce alcune modifiche alla legge regionale in materia di commercio e fiere su aree pubbliche.
"L’abusivismo, non soltanto all’interno di sagre e fiere, produce in Italia un giro d’affari di 1,8 miliardi di euro e danneggia non solo le imprese regolari ma anche il fisco, procurando un mancato gettito fiscale e contributivo annuale di 770 milioni – ricorda Saggese –. In media, secondo le stime elaborate sulla base di una indagine Confesercenti-Ref presentata lo scorso ottobre alla Camera, ogni cento operatori regolari si contano 15 abusivi, con punte del 30% in alcune zone del Sud. La Lombardia non fa eccezione e si stima un numero di operatori abusivi in prossimità dei mercati settimanali pari a 2.182, a fronte di 8.730 operatori ufficiali".
"Il pdl approvato inserisce opportuni adeguamenti alle normative al fine di contrastare l’abusivismo, permettere una leale concorrenza fra gli operatori del settore, tutelare i consumatori ed evitare nel contempo interpretazioni di legge, da parte di Enti locali e operatori, incerte o difformi sul territorio – ribadisce Antonio Saggese –. Come relatore del provvedimento in sede consultiva in Commissione Bilancio, mi permetto di evidenziare come il pdl sia, considerate le sue importanti, articolate e ambiziose finalità, tutto sommato a basso impatto economico-finanziario: si prevede infatti lo stanziamento di 146.000 euro nel 2016, per le attività di informatizzazione concernente la raccolta di informazioni sugli operatori, e di 38.000 euro in ciascun anno del triennio 2016-2018, per la gestione ordinaria del sistema informativo regionale che permetterà di verificare se, al momento di una nuova domanda di autorizzazione per il commercio itinerante, il richiedente sia già in possesso di altra autorizzazione rilasciata da un altro Comune".
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