|
Giovedì 25 Febbraio 2016 16:03 |
 Si è svolta il 25 Febbraio in Commissione Attività produttive l'audizione in merito alla situazione occupazionale derivante dalla cessione, da parte di Ibm Italia, di due rami d'azienda a Modis. La società, attualmente di proprietà di Adecco, si occupa di fornitura di servizi informatici, attività sistemistiche e formazione di personale.
A richiedere l'audizione è stato il consigliere regionale Antonio Saggese: "Dall'incontro di stamattina – spiega – è emerso che Modis attende un confronto con i sindacati per poter definire un pieno trasferimento dei trattamenti normativi e retributivi - ad eccezione di alcune componenti riguardanti la contrattazione integrativa come può essere quella riferita all'assistenza sanitaria - usufruiti dai circa 300 dipendenti ceduti a Modis. Inoltre, sono state date rassicurazioni sul mantenimento di mansioni equivalenti, a parità di retribuzione, senza che ciò vada a ledere la professionalità dei lavoratori, che, da alcune fonti sindacali, nel frattempo hanno impugnato le cessioni del ramo d'azienda considerando illegittimo il trasferimento, in quanto ritengono che si tratti di un licenziamento mascherato e l'operazione abbia come scopo quello di alleggerire l'organico di Ibm". Â
"A garanzia delle prospettive di sviluppo – aggiunge Saggese -, ho chiesto che venga reso noto il bilancio straordinario costituito dal solo stato patrimoniale del ramo d'azienda ceduto, con indicazione a valori correnti delle attività e passività trasferite e dell'eventuale avviamento e che venga garantita la piena disponibilità da parte di Arifl, l'Agenzia Regionale per l'Istruzione, la Formazione e il Lavoro, a fornire la propria assistenza in caso di necessità".
Il consigliere Saggese, che aveva sollecitato anche le precedenti audizioni in merito alla questione, ha infine ribadito l'impegno da parte di Regione Lombardia affinché i lavoratori non vengano lasciati soli. "Ritengo che sulle operazioni aziendali, quando esse coinvolgono la serenità dei lavoratori e delle loro famiglie, imprese e istituzioni debbano sviluppare una continua e costante interlocuzione affinché - conclude - non si trascurino, unitamente alla logica del profitto, l'utilità sociale e la dignità dei lavoratori".
|