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Chioschi in città: botta e risposta associazione-assessore PDF Stampa E-mail
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Giovedì 10 Dicembre 2015 10:01
Indice
Chioschi in città: botta e risposta associazione-assessore
Comunicato delle Associazioni Monzesi
La risposta dell'Assessore (Monza, 4 dicembre 2015)
Tutte le pagine
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa delle associazioni monzesi contrarie al progetto chioschi e la replica dell'assessore.

Mercoledì 2 dicembre le Associazioni culturali monzesi che avevano inviato al Sindaco e ai media una lettera aperta con la quale dichiaravano la loro forte perplessità sul “Progetto chioschi “, hanno avuto un incontro con l’Assessore al Commercio.
L’Assessore Abbà ha gentilmente accettato l’invito ad un colloquio presso la Saletta Reale della stazione e ha illustrato il progetto dei “Chioschi“ che, secondo l’Assessore stesso, hanno l’intento di “riqualificare zone esterne e poco frequentate”.
Ha confermato che si prevede di inserire nel centro della nostra Città fino a 13 chioschi da 20 a 70 mq., alti tre metri, da collocare alcuni lungo il decumano: dalla stazione, via Italia, piazza Carrobiolo, Boschetti reali; altri in piazza Cambiaghi, via San Gerardo ( antistante l’Oasi di San Gerardino), piazza Garibaldi, giardini di via Azzone Visconti, e in altre zone centrali, lungo il Lambro.
I rappresentanti delle associazioni ringraziano l’Assessore per la disponibilità, ma dopo un franco scambio di pareri confermano la loro posizione fortemente contraria al progetto stesso, e presentano le loro osservazioni :
  1. Queste strutture, alcune grandi come un appartamento di medie dimensioni, non sono inserite in un progetto di riqualificazione generale e quindi appaiono avulse dal contesto.
  2. Sarebbe stata più credibile una proposta di “ riqualificazione” se si fossero prese in considerazione zone periferiche e quartieri meno attrezzati, quindi più adatti e disposti ad accoglierli in un disegno complessivo che potrebbe giovarsi di un concorso di idee per il recupero delle periferie.
  3. Il progetto, per come ci è stato presentato dall’Assessore, è ancora molto vago: non se ne conosce l’aspetto esteriore, non si sa ancora quali categorie merceologiche vi saranno inserite.
  4. Il progetto non deriva da un piano commerciale del comune o una richiesta o da una necessità di alcune categorie.
  5. Da parte del Comune è stata accolta la proposta di un imprenditore privato dopo averla sottoposta a bando per 40 giorni, con diritto di prelazione; se il progetto andasse a buon fine il Comune riceverebbe solo il ricavato della Tosap per una cifra irrisoria se riferita ad un bilancio comunale. Per 12 anni, rinnovabili per altri 12. Inoltre i manufatti hanno necessità di scavi per fognature, allacciamento all’acqua e luce, ciò che li rende difficilmente amovibili.
  6. La Commissione Paesaggio, contrariamente a quanto letto in precedenza, non si è pronunciata a favore, ma ha espresso molte perplessità e si è riservata di dare un giudizio su ciascun chiosco e ciascuna collocazione.
  7. La loro presenza nel centro storico, di origine medievale, con strade strette e spazi limitati, risulta con tutta evidenza ingombrante, con un forte impatto negativo rispetto al tessuto urbano e ai monumenti storici.
  8. In particolare alcuni luoghi indicati nel progetto, per la loro specificità e bellezza culturale e ambientale, riceverebbero un forte nocumento. Es. piazza Carrobiolo, in qualunque parte della piazza li si voglia mettere; via San Gerardo (antistante l’Oasi di San Gerardino), di qualsiasi misura li si collochi; piazza Garibaldi, dove impedirebbero la vista del Tribunale e del monumento a Garibaldi, recentemente restaurato
  9. In altri luoghi, quali piazza Cambiaghi o Boschetti reali, dove ne sarebbero collocati due per sito, si evidenzia una sovrabbondanza e un chiaro problema di sicurezza.
  10. Siamo convinti che la maggior parte dei turisti che vengono a Monza, siano attirati da alcuni beni culturali, ultimamente recuperati, e siano da considerarsi categoria di nicchia, di buona cultura, attenti al contesto generale della Città che nel caso di questa presenza ingombrante, risulterebbe ferita e sciatta.
  11. Si ritiene inoltre che la presenza di 13 postazioni, presumibilmente in maggioranza dedicate alla vendita di cibo o bevande, potrebbero nuocere agli esercizi commerciali già abbondantemente presenti nelle stesse zone del centro. Come potrebbero reagire bar, pizzerie, tabaccherie, panetterie, gelaterie, che si vedono piazzare a pochi metri queste strutture che probabilmente venderebbero gli stessi generi di merci?
  12. L’Assessore Abbà ha parlato di occasione per tenere aperti questi chioschi anche in orario serale per “rivitalizzare” la città. Le associazioni ritengono che questa possibilità, specialmente per certi siti, sia una aggravante e un’ulteriore mancanza di sicurezza per i cittadini.

Le associazioni che firmano questo comunicato si augurano che la loro posizione sia condivisa da altri cittadini e che l’Amministrazione Comunale voglia riflettere più approfonditamente e rivedere questo progetto.

Amici della Musica, Associazione Amici dei Musei di Monza e Brianza onlus, Associazione HQMonza, Associazione Mazziniana Italiana sez. di Monza onlus, Associazione Mnemosyne
Centro Culturale Ricerca, Centro Documentazione Residenze Reali, Circolo Arti Figurative, Circolo Legambiente Monza, Collegio degli Architetti e Ingegneri di Monza, Comitato Amati, Comitato Centro, Comitato San Fruttuoso 2000, Comitato Bastacemento, Comitato La Villa Reale è anche mia, Comitato per il Parco Antonio Cederna
Energie Nuove, Italia Nostra sez. di Monza, La Casa della Poesia di Monza, Pro Cultura Carrobiolo, Thuja Lab A.P.S., Università Popolare di Monza


"Sul progetto dei chioschi voglio ricordare alle associazioni che hanno firmato l’appello, che si tratta di un buon progetto che aumenterà l’attrattività cittadina e che comunque per ogni singolo insediamento, molti dei quali sono stati ripensati in seguito alle indicazioni della Commissione comunale sul paesaggio, sarà necessaria l’autorizzazione definitiva da parte del Comune e della Sovrintendenza".

Lo afferma l’assessore al Commercio Carlo Abbà, rispondendo a una nota diffusa da un gruppo di comitati e associazioni di cui ieri l’assessore ha incontrato alcuni rappresentanti. Le sigle avevano nei giorni scorsi rivolto un appello al sindaco.

“Voglio ribadire – prosegue Abbà - che il progetto ha seguito l’iter amministrativo previsto dalla normativa, compresa una gara ad evidenza pubblica, e non è certo un progetto definitivo. Il progetto di massima è passato al vaglio di diverse riunioni della Commissione paesaggio che ha per quel che riguarda alcune ipotesi localizzative indicato alternative che sono state recepite”.

“Rispetto inoltre all’idea originale – aggiunge l’assessore -, sono state apportate modifiche sostanziali tra cui la sostituzione del diritto di superficie con la concessione, per altro di minore durata. Oltre ad essere punti di informazione turistica, l’offerta merceologica dei chioschi (previsti fino a un massimo di 13, di misura variabile dai 20 ai 70 mq a seconda delle ubicazioni) sarà complementare e quindi compatibile con quella già presente nei punti interessati”.

“Ribadisco – conclude Abbà - il sostegno di questa amministrazione a un progetto che è in grado di migliorare in modo coordinato l’attrattività cittadina, di animare luoghi scarsamente presidiati e di aumentare l’offerta di punti commerciali in area sguarnite. Inoltre in certe zone cittadine i presidi aiuteranno a prevenire e a contrastare il degrado”.

 
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