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Cantieri delle idee e cantieri delle bugie PDF Stampa E-mail
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Venerdì 04 Settembre 2015 20:21
(Paolo Mariani) "Saremo insieme a chi è contro il consumo di suolo e quindi contro la variante al PGT targata LEGA-PDL (Monza, 3 maggio 2012)".
Bene! Dopo le due torri di Monza (Leggi l'articolo) la nostra città si appresta ad accogliere diverse centinaia di metri cubi di cemento e i cittadini dovrebbero sapere cosa fu promesso e cosa si sta facendo. Fedeli alla serietà che da sempre perseguiamo, supportiamo ogni affermazione con riferimenti documentati e reali.
150905 scanagatti twitter 2012“Con i “Cantieri delle Idee” è stato avviato un processo partecipativo che ha coinvolto alcune delle energie migliori di Monza e che non intende fermarsi qui.” Questo recitava il programma elettorale (Progetto per Monza del candidato Sindaco Roberto Scanagatti e delle liste che lo sostengono alle elezioni del 6 e 7 maggio 2012).

Lo stesso programma esordisce declamando “I tre pilastri del futuro di Monza: le persone, il territorio, le risorse.

E a proposito di territorio leggiamo “Il Territorio, un bene prezioso. La salvaguardia, la capacità di rendere lo spazio e il territorio un bene, un capitale e una risorsa a favore delle persone e non elemento di sfruttamento e interesse particolare è ulteriore principio fondante della buona amministrazione. Concetto di territorio che si esplicita in azioni concrete: vivibilità, programmazione, gestione, verde, sostenibilità, mobilità, infrastrutture, accessibilità, paesaggio come elementi essenziali nella vita delle persone e della comunità.
Non ci sono dubbi: spazio e territorio sono certamente stati resi capitale e risorsa a favore delle persone. La concessione di ampie aree, maggiori di quelle concordate originariamente, per il supermercato su Viale delle Industrie è certamente un capitale e una risorsa. Il progetto per “l’Auditorium Faglia” approvato dopo avere scartato un progetto simile (e gratuito), ma migliore per capienza e ubicazione, è certamente un capitale e una risorsa. La revoca del contratto per la sistemazione dell’area Macello è diventata sicuramente capitale e risorsa per l’azienda che intascherà la penale a carico del Comune (vedasi la sentenza).

Il territorio non può essere considerato esclusivamente come risorsa da sfruttare per rimpolpare le casse comunali o per dare vita a operazioni prive di un reale interesse per la collettività. Recenti eventi, accaduti anche in Comuni prossimi a Monza, hanno dimostrato come un uso distorto del territorio può determinare conseguenze gravi, oltre che dal punto di vista ambientale, anche sotto il profilo dell’illegalità.

Evidentemente si tratta di mettersi d’accordo sul significato dell’espressione “reale interesse per la collettività”.
L’attuale sindaco potrebbe ritenere che un grande auditorium a costo zero con parcheggi non sia “reale interesse per la collettività”, mentre un auditorium piccolo con parcheggi ricavati sulla strada abbattendo qualche pianta secolare sia “reale interesse per la collettività”.
Forse uno spazio maggiore al supermercato con aggiunta di due torri da 36 metri sono “reale interesse per la collettività”, mentre il centro recupero e riabilitazione (sempre senza costi per il Comune) che avrebbe dovuto sorgere sulla stessa area non è assolutamente “reale interesse per la collettività”.
Le opere pubbliche dovranno essere effettivamente “utili” e i cantieri per la loro realizzazione, oltre che tener conto dell’impatto sulla vita della città, dovranno essere occasione di lavoro e di qualità per Monza.
I paladini del verde, della trasparenza e strenui oppositori di previsioni edificatorie abnormi non si sono fermati alle previsioni e sono passati alla realizzazione. Onore alla coerenza e alla serietà.
La mancata approvazione definitiva della Variante al Piano di Governo del Territorio ha scongiurato una previsione edificatoria abnorme e ingiustificata per la città. Occorrerà ora provvedere alla stesura del nuovo Documento di Piano in scadenza e a rinnovare e adeguare in alcune sue parti il PGT vigente. La formula della partecipazione – in questo caso declinata sull’urbanistica – diventerà un vero e proprio strumento operativo. In un’ottica di assoluta trasparenza, le osservazioni già presentate dai cittadini, sin qui del tutto ignorate, costituiranno una valida base per l’adeguamento e l’attuazione del Pgt vigente. Elementi distintivi del nuovo modo di governare il territorio di Monza saranno la salvaguardia del suolo e delle aree libere, tutelando le aree verdi.

Le idee non sono ben chiare o forse lo erano fin troppo per i burattinai sovietici che stavano pianificando lo sventramento della città. Prima con il parcheggio di Piazza Trento e Trieste, poi l’ampliamento del tribunale in zona centrale con conseguenti disagi per la viabilità e il traffico, il problema del recupero dell’area Macello e ora il mirabolante auditorium Faglia. La domanda sorge spontanea: quanti assessori, consiglieri e amministratori attuali si incateneranno agli alberi per impedirne l’abbattimento? Forse qualcuno di loro si vergogna del proprio passato o invocano una maturità che ha portato a migliori consigli dopo l’esaltazione giovanile?

Ma tutto questo è corretto nella logica che soggiace all’azione amministrativa: punire i privati (ma solo alcuni, avvantaggiandone altri), mostrare al mondo che la proprietà privata borghese è un furto e che l’azione amministrativa dei “giusti” è informata alla distribuzione dei beni e ricchezze alla collettività. Praticamente la parte economica del mandato amministrativo è gestita come in un kibbutz esclusivo con selezione all’ingresso. Ma la storia, ancora prima della caduta del Muro di Berlino, ha mostrato che anche i kibbutz non hanno avuto fortuna. Come sempre, attendiamo la galanteria del tempo.
 
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