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Martedì 12 Maggio 2015 10:26 |
(Vittoria Lìcari) Il soprano Diana Damrau, beniamina del pubblico milanese soprattutto dopo La traviata inaugurale della stagione 2013/2014, è tornata alla Scala in qualità di Kammersängerin in attesa di vestirvi, prossimamente, i panni di Lucia di Lammermoor.Â
Il programma che ha presentato si componeva di liriche di Franz Liszt, Richard Strauss e Sergej Rachmaninov seguendo un percorso di “variazioni sul tema del Lied” che le ha consentito di sfoggiare non solo una magistrale perizia tecnica e interpretativa, ma anche straordinarie doti di poliglotta, qui particolarmente apprezzabili giacché i testi erano in tedesco, francese, italiano e russo. Al di là della perfetta pronuncia – che, almeno per quanto riguarda le prime tre lingue, chi scrive è in grado di asseverare – era impressionante lo scavo, sin nei minimi particolari, del rapporto fra poesia e musica, sempre indispensabile, ma assolutamente inderogabile quando gli autori dei testi si chiamano Heine, Goethe, Hugo, Petrarca, Puškin. Generosa nel concedere bis, dopo altri due brani di Rachmaninov la Damrau ha per due volte sfiorato il repertorio operistico affrontando con delicatezza cameristica “Adieu, notre petite table” e “O mio babbino caro”, oltre a due classici del bis quali Zueignung di Richard Strauss e la celeberrima Ninna nanna di Brahms.
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