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Salute mentale: in Lombardia 200.000 anziani con demenza PDF Stampa E-mail
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Mercoledì 12 Ottobre 2016 05:53
Fa tappa sul Sebino il progetto formativo itinerante promosso dall’Associazione Italiana Psicogeriatria (AIP) con il supporto incondizionato di Angelini. Oltre 650 Medici di Medicina Generale coinvolti in tutta Italia, 13 eventi residenziali previsti in 13 Regioni. Obiettivo: diffondere sul territorio la conoscenza del Piano Nazionale Demenze, favorendo una gestione appropriata di queste invalidanti patologie, che colpiscono 1,2 milioni di italiani, con costi socio-sanitari per 10-12 miliardi di Euro l’anno. Il dottor Renzo Rozzini, Presidente della Sezione Lombardia di AIP: “La nostra Regione si distingue per l’efficienza del sistema sanitario assistenziale, anche con riferimento alla presa in carico e cura dei pazienti affetti da demenza. Tuttavia, il problema è rilevante e, per far fronte ai bisogni di queste persone, sono ancora necessari numerosi sforzi sotto il profilo scientifico, culturale ed organizzativo. In particolare, molto resta da fare nell’ambito dell’integrazione tra i servizi residenziali e territoriali e quelli sanitari e assistenziali”.

Il progressivo invecchiamento della popolazione ha comportato un aumento dei disturbi cognitivo-comportamentali di natura neurodegenerativa, destinati ad acquisire in futuro sempre più rilevanza. Tra le sindromi neuropsichiatriche più comuni vi sono le demenze: con una prevalenza del 5-8% negli over 65, colpiscono 1,2 milioni di italiani (200.000 in Lombardia) e, in circa il 15-25% dei casi, possono associarsi a depressione.

Nella presa in carico del malato di demenza, dal riconoscimento dei primi sintomi al trattamento a lungo termine, il Medico di famiglia è una figura cruciale all’interno della rete integrata di servizi sul territorio. A lui è dedicato il progetto di formazione itinerante “Piano Nazionale Demenze, nuovi scenari di cura”, che arriverà a Iseo (presso l’Hotel Araba Fenice) il 14 e 15 ottobre. L’iniziativa, promossa dall’Associazione Italiana Psicogeriatria con il grant incondizionato di Angelini, azienda da anni impegnata a tutela della salute mentale dell’anziano, prevede un ciclo di 13 eventi ECM locali in 13 Regioni italiane, da maggio a novembre. Obiettivo: raggiungere oltre 650 Medici di Medicina Generale, ai quali presentare i contenuti e le finalità del recente Piano Nazionale Demenze, per suggerire un più corretto approccio diagnostico-terapeutico al problema. All’evento di Iseo parteciperanno circa 80 Medici di famiglia provenienti da tutto il Nord Italia.

Le demenze sono sindromi cerebrali degenerative che colpiscono la memoria, il pensiero, il comportamento e la capacità di svolgere le attività quotidiane. Il loro carattere progressivo rende necessaria una diagnosi tempestiva, che consenta di attivare interventi farmacologici e psico-sociali volti a rallentare l’evoluzione della malattia e contenerne i disturbi specifici. Partendo da queste considerazioni e dalla volontà di combattere lo stigma che spesso accompagna tali malattie, il 30 ottobre 2014 è stato approvato l’accordo tra Stato e Regioni sul documento "Piano Nazionale Demenze” che, puntando a una gestione integrata e multidisciplinare del problema, intende fornire indicazioni strategiche per migliorare e uniformare la qualità dell’assistenza erogata in Italia: dalle terapie specialistiche al sostegno e all'accompagnamento del malato e dei caregiver, durante tutto il percorso di cura. In questo complesso scenario si colloca l’operato del Medico di famiglia, fondamentale per l’applicazione degli obiettivi del Piano, in collaborazione con lo specialista.

“La complessità della sfida alle demenze e la loro crescita esponenziale, legata all’aumento dell’aspettativa di vita, rendono necessario strutturare sul territorio interventi assistenziali appropriati e precoci, che richiedono un’adeguata preparazione da parte del personale sanitario”, spiega Marco Trabucchi, Presidente di AIP. “Il Piano Nazionale Demenze costituisce il primo tentativo di dare al nostro Paese una guida unitaria per affrontare una priorità mondiale di salute pubblica: è un punto di partenza di grande significato, perché coinvolge gli operatori a tutti i livelli, comunicando ai cittadini un impegno diffuso da parte della comunità. Per questo motivo, l’Associazione Italiana Psicogeriatria intende dar vita a un’intensa attività formativa, volta a presentare il Piano ai Medici di Medicina Generale, aumentare la loro consapevolezza sul problema demenze e coinvolgerli nella rete assistenziale integrata, dove rappresentano una figura centrale: sono infatti il primo riferimento sul territorio per il paziente e i caregiver. Il loro ruolo è essenziale per riconoscere tempestivamente i sintomi, portare la famiglia alla coscienza del bisogno di un intervento, intercettare i casi da avviare ai Centri specialistici e supportare l’assistito e i suoi familiari lungo tutta la storia naturale della malattia, in un percorso condiviso con lo specialista”.

“In Lombardia, secondo le stime dell’Assessorato regionale al Welfare, le persone affette da demenza sono circa 200.000: di queste, il 60% è colpito da Alzheimer; 13.000 sono i casi nella sola città di Milano”, dichiara Renzo Rozzini, Presidente della Sezione Lombardia di AIP e Direttore del Dipartimento di geriatria dell’Istituto Ospedaliero Fondazione Poliambulanza (BS). “Nel mondo occidentale il numero di nuovi casi, come conseguenza del complessivo miglioramento delle condizioni di vita e di salute dei cittadini, è in riduzione. Tuttavia, a causa del progressivo invecchiamento della popolazione, l’insieme dei pazienti affetti da demenza costituisce un trend in crescita”.

“L’obiettivo di questo corso è mettere a confronto il Medico di Medicina Generale con le voci della geriatria, della neurologia e della psichiatra sul tema specifico del Piano Nazionale Demenze”, prosegue Rozzini. “Il Piano rappresenta infatti un documento importante perché promuove e migliora gli interventi relativi ai deficit cognitivi sotto il profilo della diagnosi, della terapia, dell’assistenza al malato e del supporto alle famiglie e agli operatori della salute. Inoltre, un’attenzione particolare è dedicata alle misure di politica sanitaria e sociosanitaria, oltre che alla creazione di una rete integrata per le demenze. Tenendo a mente queste finalità, il corso punta a fornire le competenze relative alla gestione dei disturbi del comportamento, al fine di ridurre lo stigma patito da questi pazienti e di migliorare, al contempo, la loro qualità della vita”.

 
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