| Hockey Monza: la partita perfetta |
|
| Lunedì 14 Aprile 2014 20:43 |
(Laura G. D’Orso) Si racconta che quando Josè Mourinho sbarcò sul suolo italico per diventare il nuovo Mister dell’Inter chiese ripetutamente come mai nessuno trasmettesse in tv l’hockey a rotelle, che in Portogallo risulta essere uno sport molto seguito e praticato.
Gli risposero che qui da noi, in Italia, come avrebbe detto Dante Alighieri non se lo “fila” praticamente nessuno.L’hockey su pista è uno di quegli sport definiti minori: pochi sponsor, pochi soldi, poca visibilità, ma con un grande seguito di appassionati e correttissimi tifosi. Gioco veloce, dinamico e gradevole, cambio repentino di fronti esattamente come il gioco del “parente vip” dei palazzetti del ghiaccio. Dieci uomini che per due frazioni di gioco in angusti spazi dove si respira il più delle volte “aria da spogliatoio” cercano in tutti i modi di segnare rubandosi ripetutamente il pallina senza andare troppo per il sottile. Le squadre che contano in Italia sono sparse in aree ben precise e hanno storie blasonate e tradizioni dal sapore un po’ nostalgico alle spalle. Si parla di Versilia, Veneto, Piemonte, Lombardia e le vicende societarie di questo sport di provincia sono tutte uguali. Man mano che ci si allontana dalle grandi città metropolitane, dove i palazzetti sono “easy” è facile imbattersi in avventure straordinarie, immaginate e plasmate dalle mani e dall’esperienza di uomini speciali che quasi per gioco trasformano la propria passione ed esperienza passata in imprese sportive che arrivano ad un passo dalla gloria come il Pres. Andrea Brambilla (figlio di Enzo, grande giocatore del Monza di serie A) suo vice Franco Girardelli. (plurititolato campione del mondo ’86) dell’Hockey Roller Club Monza. Ecco, sabato sera a Monza (o se vogliamo essere un po’ polemici a Biassono visto che una città come Monza non consta di una struttura idonea per disputare questo campionato) è andata in scena la partita perfetta. Merito di una formazione affiatata e generosa che per tutti i tempi di gioco non ha mollato un secondo e che ha sconfitto un avversario forte e temibile che per tutto il campionato in corso era rimasto imbattuto. Solo con una vittoria i brianzoli avrebbero potuto guadagnare l'accesso alle Final Eight mentre al Roller, invece, sarebbe bastato uscire con un pareggio dal Pala Rovagnati per qualificarsi alle finali promozione che si disputeranno a Pordenone. Il pubblico monzese e brianzolo ha risposto con affetto e grande attaccamento ai colori biancorossiazzurri e l’incitamento per tutto l’incontro si è fatto sentire. E’ il Monza che sblocca con Besana all’8’ il risultato, successivamente segue una doppietta di Perego, in gran serata. Il Roller Lodi è così costretto a scuotersi riaprendo con Costa la partita. La gara cresce di intensità con Monza ancora a segno grazie a una splendida rete di Besana a cui risponde Morosoni prima della sirena dell'intervallo. Monza chiude così avanti per 4 a 2 la prima frazione, ma quando Il Roller Lodi rientra in pista in poco più di cinque minuti trova due reti che riportano le squadre in parità. La squadra di Colamaria non demorde e tutto il finale di partita diventa un botta e risposta continuo al cardiopalma fino al punteggio di 7 a 6 per i padroni di casa. Per l'HRC Monza si tratta perciò di accedere con merito alla Final Eight che si giocherà a Pordenone nel fine settimana del 25-27 aprile. Formazioni: Monza: Piscitelli, Besana, Mastropierro, Mariani Matteo, Mariani Mirco, Martini (C), Maniero, Perego, Pierotti, Rossi. All. Colamaria Lodi: Dal Bello, Uggeri, Ghizzoni, Basso (C), Costa, Cinquanta, Cappellini, Morosini, Frugoni, Bassi. All. Rossetti Marcatori: Monza: Perego (3), Besana (2), Mariani Mirco (2) Lodi: Costa (2), Uggeri (1), Basso (1), Morosoni (1), Frugoni (1) |

(Laura G. D’Orso) Si racconta che quando Josè Mourinho sbarcò sul suolo italico per diventare il nuovo Mister dell’Inter chiese ripetutamente come mai nessuno trasmettesse in tv l’hockey a rotelle, che in Portogallo risulta essere uno sport molto seguito e praticato.
Gli risposero che qui da noi, in Italia, come avrebbe detto Dante Alighieri non se lo “fila” praticamente nessuno.