|
Venerdì 21 Novembre 2014 07:39 |
 La riforma della Giustizia civile prevede anche un intervento di semplificazione dei procedimenti di separazione e divorzio: oltre che davanti agli avvocati sarà possibile concludere l'accordo di conciliazione anche dinanzi al sindaco, quale ufficiale dello stato civile del Comune di residenza di uno dei coniugi.
Nel merito del contenuto della riforma interviene Antonio Saggese, consigliere regionale e vice presidente dell’Associazione Papà Separati Lombardia. “Evitare che le famiglie dove è in corso un divorzio o una separazione debbanoÂÂ ricorrere al Tribunale è un primo passo per allontanare la cultura del conflitto, accorciando i tempi della giustizia e limitando i costi per i coniugi. Tuttavia – dichiara Saggese - escludere da questa specifica procedura le coppie con figli è un segnale di scarsa attenzione verso i minori. Il Governo dovrebbe attuare una seria riforma che contenga disposizioni utili a tutelare i minori delle coppie che stanno affrontando un divorzio o una separazione e il loro diritto alla bigenitorialità. Per farlo si dovrebbe dare anche alle coppie con figli la possibilità di portare a termine un divorzio o una separazione al di fuori di un’aula giudiziaria, al fine di conferire un ruolo puramente amministrativo e non giudiziario alla decisione di separarsi dal coniuge senza che ciò pregiudichi il ruolo di genitore. Oltre a questo vanno adottateÂÂ misure in grado di garantire ai figli rapporti paritetici con entrambi i genitori, il mantenimento diretto,ÂÂ ÂÂ una casa dove stare sia con la madre che con il padre e una procedura che preveda l'obbligatorietà dellaÂÂ mediazione famigliare con costi a carico di chi intende essere conflittuale”. “Ad ogni modo – conclude Saggese – quella a cui ci troviamo di fronte non è certo una riforma in grado di risolvere realmente quello che è oggi il malfunzionamento della giustizia civile nel nostro Paese”.
|