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Regione Lombardia: rivediamo i fondi alle persone non autosufficienti Stampa
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Venerdì 07 Novembre 2014 08:40
141107 sedie a rotelleIl Consiglio regionale della Lombardia oggi ha approvato all’unanimità una mozione per chiedere che il Governo non tagli il Fondo destinato agli interventi a favore delle persone non autosufficienti affette da malattie gravi e rare. Primo firmatario della mozione è Stefano Bruno Galli, che spiega:
“Il premier Renzi, che quest’estate sul web è stato uno dei protagonisti dell'Ice Bucket Challenge, a distanza di poche settimane dalla secchiata di acqua gelata per la raccolta di fondi a favore dell'assistenza ai malati di Sla, ha servito una bella doccia fredda ai migliaia di malati gravi e non autosufficienti. Il Governo, infatti – prosegue Galli -,  ha intenzione di tagliare 100 milioni di euro dal Fondo per le non autosufficienze. Sul palco della Leopolda il Presidente del Consiglio ha fatto un passo indietro, dicendosi pronto a garantire 350 milioni di euro per il Fondo, cifra tuttavia insufficiente per garantire l’assistenza necessaria. Per questa ragione serve al più presto l’elaborazione di un Piano per la non autosufficienza finalizzato all’assistenza domiciliare indiretta, che veda nel giro di pochi anni uno sviluppo delle risorse. Chiediamo pertanto che la Giunta si impegni in sede di Conferenza Stato-Regione contro il taglio del Fondo, per garantire la continuità degli interventi assistenziali a favore delle persone autosufficienti affetti da queste gravi malattie”.
“Vorrei tuttavia ricordare a Renzi e ai compagni del Pd – ha aggiunto Galli - che alle campagne sui social network atte a aiutare la ricerca scientifica sulla terribile malattia che trasforma le persone in disabili bisognosi di continua assistenza, dovrebbero seguire delle risposte concrete. Le docce gelate vanno bene solo se sono precedute e seguite da gesti coerenti di generosità e assistenza. Infine, poiché le cosiddette malattie rare sono indissolubilmente legate all’attività di ricerca scientifica, mi piacerebbe che la “mia” Regione” e la “mia” maggioranza intervenisse in modo significativo per potenziare l’attività di ricerca e fiancheggiare quei malati che si sottopongono volontariamente alle cure sperimentali”.