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Oltre all'assegno di mantenimento Milano fa pagare anche la TASI Stampa
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Martedì 04 Novembre 2014 13:33
141104 casa modernaUn intervento governativo per garantire uniformità di trattamento sulla contribuzione Tasi, sgravando dall’imposizione fiscale il contribuente che, dietro disposizione dell’autorità giudiziaria, non usufruisce della disponibilità abitativa della casa familiare ancorché di proprietà. A richiederlo, attraverso una lettera indirizzata al Ministro dell'Economia e delle Finanze Padoan, è Antonio Saggese, consigliere regionale e vice presidente dell’associazione Papà Separati Lombardia.
“Con l’introduzione della Iuc – scrive Saggese - si è posta una interpretazione da parte degli enti locali rispetto alla soggettività passiva Imu, Tari e Tasi in caso di abitazione coniugale assegnata a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio. Nello specifico, vi sono amministrazioni comunali che hanno adottato comportamenti differenti in merito all’applicazione della Tasi. Il Comune di Milano, ad esempio, ritiene che in caso di assegnazione della casa coniugale a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, la Tasi è versata in proporzione alle quote di possesso su tale bene. Diversamente, il Comune di Torino ritiene che in caso di assegnazione della casa coniugale a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, la Tasi è versata dal coniuge assegnatario della casa”.
“Nel disciplinare il nuovo tributo,a differenza di quanto fatto con l’Imu, il legislatore non ha né letteralmente riproposto, né richiamato la norma speciale adottata per l'Imu evitando di palesare un principio di equità fiscale che dispensasse dall’onere tributario il soggetto privato della sua proprietà immobiliare. Inoltre, con l’avvento della Tasi accade che, come nel caso del comune di Milano, il coniuge privato della sua abitazione sia assoggettato a una doppia imposizione nel caso abbia stipulato un contratto di locazione presso lo stesso o un altro comune”. “L’indeterminazione normativa lascia quindi ampia discrezionalità interpretativa ai Comuni che, cosi facendo, originano trattamenti sperequativi in merito alla applicazione della nuova tassa sulla casa”.
“Auspico – conclude il consigliere - che si possa uscire al più presto da questa situazione di incertezza attraverso un intervento da parte del Governo, che non può permettere queste disparità di trattamento. Disparità che, unitamente ad altre condizioni, ricadono sui papà separati: una categoria che sta pagando un prezzo troppo alto per via di un atteggiamento discriminatorio verso l’uomo che deve assolutamente cessare”.