| Profughi in Stazione Centrale |
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| Martedì 09 Settembre 2014 19:23 |
“I consiglieri regionali del Partito Democratico, anziché chiedere alla Lombardia di stanziare ulteriori risorse per gestire gli arrivi di immigrati in Stazione centrale imposti dallo Stato e dalle Prefetture, dovrebbero dare una svegliata al Governo centrale, completamente assente nella gestione di un’emergenza non solo sanitaria, ma anche sociale”. Lo ha dichiarato oggi Carolina Toia, replicando alla proposta di Pd e Patto civico di prevedere l’apertura presso la Stazione centrale di un ambulatorio medico gestito dall’Asl di Milano per garantire le prestazioni sanitarie ai profughi siriani.“Vorrei inoltre ricordare ai colleghi del Pd che, come ribadito dal Governatore Roberto Maroni, non più del 4/6 per cento degli immigrati che arriva sulle nostre coste è davvero un profugo. Eppure tutti vengono trattati come tali, a spese dei cittadini lombardi che stanno pagando un prezzo troppo alto per quella scellerata operazione messa in atto dagli ultimi due Governi, denominata “Mare Nostrum. Occorre che il Governo centrale, di concerto con le istituzioni europee, sostenga la proposta dell'introduzione di quote nazionali: ogni Paese, in base alle proprie dimensioni, dovrebbe accogliere un determinato numero di profughi, con una gestione comune del diritto d'asilo”.
"L'ondata di immigrati che da mesi bivaccano in Stazione centrale - ha spiegato in Aula il consigliere regionale Antonio Saggese -sta comportando un crollo del fatturato dei negozianti di Porta Venezia, in quanto i clienti non si sentono sicuri a frequentare quella zona. E' inaccettabile che un'area storica del centro cittadino venga trasformata in un dormitorio a cielo aperto, per di più a pochi mesi di distanza dall’avvio di un evento importante come Expo 2015. E' chiaro che Milano e più in generale la Lombardia non può gestire da sola questa emergenza". "Il Governo – ha concluso Saggese - , di concerto con le istituzioni europee, prenda in considerazione la proposta di procedere ad una identificazione nei Paesi d’origine in modo tale che possa essere accolto soltanto chi ne ha diritto”. |

“I consiglieri regionali del Partito Democratico, anziché chiedere alla Lombardia di stanziare ulteriori risorse per gestire gli arrivi di immigrati in Stazione centrale imposti dallo Stato e dalle Prefetture, dovrebbero dare una svegliata al Governo centrale, completamente assente nella gestione di un’emergenza non solo sanitaria, ma anche sociale”. Lo ha dichiarato oggi Carolina Toia, replicando alla proposta di Pd e Patto civico di prevedere l’apertura presso la Stazione centrale di un ambulatorio medico gestito dall’Asl di Milano per garantire le prestazioni sanitarie ai profughi siriani.