| Ai vostri missili risponderemo con il nostro catasto |
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| Giovedì 10 Marzo 2022 12:21 |
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(Laura Giulia D’Orso). Per 4 anni ancora e cioè fino al 1° gennaio 2026, ai fini del catasto, gli immobili avranno un doppio valore: uno tributario e un altro di mercato.
Se ci fosse un adeguamento all'attuale mercato immobiliare, gli aumenti sarebbero fortissimi: si stima che Milano subirebbe un aumento dell’Imu del 174%, Roma del 56%, Napoli del 108% e Torino del 46%. Aumenti ancora maggiori, se l’Imu fosse l’imposta di registro che grava sull’acquisto di una prima casa. Qualsiasi città, da nord a sud, subirebbe aumenti: Bolzano +284,7%, Trento +227,7%, Palermo +117,5% per citare tre esempi.La legge delega prevede che l’Agenzia delle Entrate acquisisca strumenti per identificare tutti gli immobili e procedere al "corretto classamento" (aumentarne il valore) su quelli già censiti ma che potrebbero aver guadagnato valore perché magari comprati in zone che tempo fa risultavano periferiche e poi con l’allargamento metropolitano si sono centralizzate, su quelli utilizzati in maniera differente da quanto previsto, sui terreni edificabili accatastati come agricoli e sugli immobili abusivi. Un rapporto dell’Istat ha messo in luce come nel 2020, su 100 case nuove quelle abusive siano al Nord 6,1%, al Centro il 17,8% e al Sud il 45,6%.
Il problema che si porrà, però, sarà quello di "incrociare" le quotazioni facendo in modo che ci sia una forbice minima e massima per l'identificazione generica delle tipologie di case (ottima, normale, scadente) con le caratteristiche del singolo immobile. Questo tecnicamente parlando. La sensazione comune invece è che questa revisione del Catasto e le sanzioni imposte alla Russia da cui dipendiamo enormemente che dispone di petrolio, gas, grano, testate nucleari, e soprattutto “paesi amici” quali Cina e India abbiano come scopo l’impoverimento di tutte le classi sociali. Comunicato ai Sudditi: siamo passati dal WHATEVER IT TAKES all’AVANTI COMUNQUE! Nei titoli di coda si ringrazia il Governo Gentiloni, il PNRR e Alessandro Colucci del microscopico partito di NOI CON L’ITALIA. |

L’idea che gli immobili abbiamo un valore differente per fini fiscali e per fini patrimoniali non è nuova e in vigore già dal 2006 nelle compravendite di case esenti da Iva. Per queste transazioni, infatti, esiste il meccanismo del "prezzo valore": "le parti dichiarano nel rogito il prezzo reale ma chi compra paga le imposte sul valore catastale". Il motivo per cui 15 anni fa si decise di adottare questo sistema era per l'enorme differenza tra valori di mercato e catastali; il pagamento dell'imposta di registro sul prezzo reale era molto più elevata e poteva capitare che si finisse per il pagamento in nero.
Fra quattro anni, secondo le prime stime, "ogni contribuente potrà conoscere sia il valore fiscale sia quello patrimoniale della sua casa". Ciò significa il valore patrimoniale verrà poi adeguato alle condizioni di mercato, operazione che il Fisco starebbe già portando avanti anche oggi dal momento che ogni sei mesi viene aggiornato l'Osservatorio del Mercato con le quotazioni aggiornate su tutte le tipologie immobiliari nei Comuni italiani.