| 10 luglio 2019. 43 anni dall’incidente ICMESA, oggi la Brianza ovest un territorio virtuoso |
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| Venerdì 12 Luglio 2019 08:25 |
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“Seveso è un luogo che ha cambiato la storia europea, dall’evento che ha colpito il territorio sono nate le direttive che portano il nome della citta e hanno cambiato in meglio le condizioni di produzione industriale rendendole più sicure e sostenibili – dichiara Marzio Marzorati, presidente dell’Agenzia InnovA21 - l’Europa ha saputo trasformare in vantaggio sociale e ambientale per tutta la comunità del vecchio continente ciò che prima era solo un disastro. Dobbiamo anche considerare i profondi cambiamenti che hanno attraversato la nostra società dal punto di vista ambientale, oggi la presenza di ARPA che con 1000 persone specializzate, attraverso processi scientifici validati svolge una attività quotidiana di monitoraggio e controllo unici al mondo. La nuova frontiera dell’ENTE regionale è lo studio dei cambiamenti climatici e le azioni da mettere in campo per contrastarli e mitigarli. Sono onorato di far parte del Comitato di Indirizzo che segue i lavori dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente e rappresentare il punto di vista ambientalista in un luogo di controllo e guida. Questa opportunità la dice lunga su come le cose sono cambiate dal 1976 e come la sfida ambientale oggi deve essere condivisa e affrontata scientificamente in modo partecipato”.
Per la comunità della Brianza Ovest la data del 10 luglio e il luogo dove sorge il Bosco delle Querce sono profondamente simbolici: oggi, a 43 anni dall’incidente, dopo l’esperienza vissuta dal territorio e dalle persone a partire dal 1976 le comunità sono più consapevoli e tutelate contro il rischio industriale. Sull’area che fu maggiormente colpita dall’esposizione alla nube di diossina dell’ICMESA oggi sorge Bosco delle Querce di Seveso e Meda, un parco regionale che è un importante bene per la collettività per via della sua valenza: storica, in quanto testimonianza fisica dell’incidente, quale luogo tangibile e accessibile, inserito nel contesto cittadino; tecnica, perché la bonifica dell’area è stata condotta con le migliori tecnologia allora disponibili e ancora oggi viene monitorata e valutata l’evoluzione delle condizioni chimiche e ambientali dell’area; ambientale, in quanto Parco Naturale Regionale, importante tassello per la connessione ecologica, per la sua area umida e per la possibilità di studio dell’evoluzione. Per la comunità della Brianza Ovest la data del 10 luglio e il luogo dove sorge il Bosco delle Querce sono profondamente simbolici: oggi, a 43 anni dall’incidente, dopo l’esperienza vissuta dal territorio e dalle persone a partire dal 1976 le comunità sono più consapevoli e tutelate contro il rischio industriale. Sull’area che fu maggiormente colpita dall’esposizione alla nube di diossina dell’ICMESA oggi sorge Bosco delle Querce di Seveso e Meda, un parco regionale che è un importante bene per la collettività per via della sua valenza: storica, in quanto testimonianza fisica dell’incidente, quale luogo tangibile e accessibile, inserito nel contesto cittadino; tecnica, perché la bonifica dell’area è stata condotta con le migliori tecnologia allora disponibili e ancora oggi viene monitorata e valutata l’evoluzione delle condizioni chimiche e ambientali dell’area; ambientale, in quanto Parco Naturale Regionale, importante tassello per la connessione ecologica, per la sua area umida e per la possibilità di studio dell’evoluzione di un bosco nato artificialmente; culturale, in quanto offre la possibilità di una riflessione sulle conseguenze del rischio industriale e sulla necessità di una sua gestione; sociale, perché è un’area verde viva, fruibile e utilizzata.
L’ambizione progettuale di InnovA21, considerata l’unicità del Bosco delle Querce, è quella di dare maggiore valorizzazione all’area inserendola in circuiti storici e culturali anche di carattere europeo, attraverso la collaborazione e il coinvolgimento delle due Pubbliche Amministrazioni di Seveso e Meda. Le celebrazioni del 40esimo anniversario dell’incidente, con il percorso “Seveso +40” gestito da InnovA21 che ha coinvolto cittadini, associazioni e protagonisti dell’evento storico, hanno, infatti, messo in luce il grande patrimonio storico, culturale e di conoscenze che può ancora essere condiviso.
La relazione associativa e progettuale con i comuni di Seveso e Meda, dove sorge il Parco regionale, è stabile e proficua. Il comune di Seveso collabora ad oggi con Agenzia InnovA21 nel progetto europeo Waste4Think, un progetto europeo di miglioramento ed efficientamento della gestione dei rifiuti urbani finanziato con il programma Horizon 2020. |


