| RipuliAMO Monza |
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| Lunedì 30 Ottobre 2017 14:21 |
![]() Sono ormai più di cinque anni che un’associazione civile monzese chiamata “Fight the Writers” ripropone l’annosa questione degli imbrattamenti dei muri e non solo della città monzese. Non è esclusivamente una questione di decoro ma una vera battaglia culturale contro coloro che, chiamand
ola arte, deturpano e vandalizzano aree pubbliche o private. Anche quest’anno, complice una giornata ancora tiepida ed autunnale, l’Associazione, aiutata da circa cento volontari fra cui il Sindaco Allevi ed i consiglieri Arena ed Arbizzoni, per tutta la mattinata di domenica 29 ottobre, è scesa nuovamente in piazza con lo slogan ”RipuliAMO Monza”. Moltissime le scritte, anche offensive che deturpavano le facciate di troppi edifici del centro storico monzese. Così, pennelli alla mano e muniti di tute bianche alla “ghostbuster”, insigni professionisti, imprenditori e semplici amanti di Monza si sono presentati alle 9.00, davanti al palazzo del Comune e con impegno, perizia e pazienza si sono cimentati nella nobile arte artigiana dello “sbianchèn”.Filiberto Vago, presidente di Fight The Writers assieme all’assessore Longo intendono dare un chiaro messaggio:“ Da oggi in avanti verranno severamente puniti coloro che verranno colti a deturpare i nostri edifici.” Per contrastare i fenomeni di degrado urbano e di vandalismo ai danni di edifici pubblici o privati, muri e esiste infatti un decreto legge, approvato nel 2017 (D.L. n. 14/2017) che applica nuove misure contro il deturpamento e l’imbrattamento di cose altrui, e che costituisce un reato previsto dal nostro codice penale Art. 639 c.p. I graffiti sugli edifici o su altre superfici pubbliche sono sempre stati al centro di aspre polemiche, tra detrattori e sostenitori dell’arte di strada. La legge, però, ritiene che il graffitaro sia un vandalo. Il codice penale, infatti, stabilisce che chi imbratta beni immobili o mezzi di trasporto pubblici o privati, rischia la reclusione da uno a sei mesi o la multa da 300 a 1.000 euro. Se però si tratta di cose di interesse storico o artistico come un monumento o un palazzo particolare di pregio storico, la pena sale e si applica la reclusione da tre mesi a un anno e della multa da 1.000 a 3.000 euro. Quando il reato è commesso ai danni di muri o altre parti di edifici pubblici o privati oppure su vagoni di treni, autobus, tram, automobili, ecc. non c’è bisogno della querela della vittima del reato, le autorità possono procedere anche d’ufficio. Essendo tuttavia un illecito penale punito con la reclusione inferiore a 5 anni, si può chiedere il “perdono” e l’archiviazione per «tenuità del fatto». Resta però la fedina penale sporca e l’obbligo di risarcire il danno. Il recente decreto legge, per punire in modo più severo chi scrive sui muri e imbratta immobili pubblici o privati, può imporre a quest’ultimo di ripulire i luoghi oggetto di vandalismo e imbrattamento. Se ciò è ormai impossibile, lo può condannare a sostenerne le relative spese o a rimborsare quelle a tal fine sostenute per ripulire il bene.
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ola arte, deturpano e vandalizzano aree pubbliche o private. Anche quest’anno, complice una giornata ancora tiepida ed autunnale, l’Associazione, aiutata da circa cento volontari fra cui il Sindaco Allevi ed i consiglieri Arena ed Arbizzoni, per tutta la mattinata di domenica 29 ottobre, è scesa nuovamente in piazza con lo slogan ”RipuliAMO Monza”. Moltissime le scritte, anche offensive che deturpavano le facciate di troppi edifici del centro storico monzese. Così, pennelli alla mano e muniti di tute bianche alla “ghostbuster”, insigni professionisti, imprenditori e semplici amanti di Monza si sono presentati alle 9.00, davanti al palazzo del Comune e con impegno, perizia e pazienza si sono cimentati nella nobile arte artigiana dello “sbianchèn”.