 Oggi chiudono in pareggio il 65% dei lombardi e cresce rispetto allo scorso anno la quota di chi è riuscito ad accantonare qualcosa: era il 12%, oggi è il 23%. Si possono permettere così di tornare dal dentista: l’unica cura medica che, negli anni della crisi, l’11% dei lombardi aveva procrastinato. Tra le forme di risparmio il 39% delle famiglie riduce gli sprechi di alimentari, il 28% taglia cene fuori e aperitivi, si sta più attenti ai consumi di casa, tra elettricità, telefono e riscaldamento (36%) e si passa più tempo a casa (16%).
Cresce rispetto allo scorso anno la quota delle famiglie lombarde che riesce a risparmiare: oggi è il 23% contro il 12% registrato a luglio 2015. Una buona notizia, che accompagna il dato in pareggio del bilancio di casa dei lombardi per il 65% delle famiglie, anche se per qualcuno è stato necessario attingere ai risparmi (9%) o indebitarsi (3%). Si possono permettere così di tornare dal dentista: l’unica cura medica che, negli anni della crisi, l’11% dei lombardi aveva procrastinato.
Le forme di risparmio sono diverse, a partire da qualche accorgimento nella vita quotidiana: il 39% delle famiglie riduce gli sprechi, in particolare di generi alimentari, il 28% taglia cene fuori e aperitivi, si sta più attenti ai consumi di casa, tra elettricità, telefono e riscaldamento (36%) e si passa più tempo a casa (16%). Con queste accortezze il 29% guarda con ottimismo al futuro e pensa persino che riuscirà a risparmiare nei prossimi 12 mesi (era il 23% lo scorso anno). Aumenta, infatti, anche il dato dei lombardi che vede la propria situazione economica in miglioramento per l’anno che verrà: dall’8% al 12%. Certo la crisi si è fatta sicuramente sentire, portando le famiglie a ridurre anche alcune spese per la salute: quasi 1 su 4 ha ridotto le cure mediche, tra dentista (11%), visite specialistiche (4%) e altre forme di prevenzione (8%). Ma c’è anche chi, nel periodo della crisi, ha speso persino più di prima per la salute (11%). È quanto emerge dall’indagine “Famiglie e consumi. Monza e Brianza e Lombardia”, realizzata a luglio 2016 dalla Camera di commercio di Monza e Brianza in collaborazione con DigiCamere.
I risultati della indagine sui consumi per territorio. I più parsimoniosi sono a Bergamo (dove il 32% delle famiglie riesce a risparmiare). Per far quadrare il bilancio familiare a Bergamo e Milano riducono gli sprechi alimentari (40%), a Monza e Brianza si tagliano le uscite fuori (34%) e a Varese c’è più attenzione ai consumi di elettricità telefono e riscaldamento (45%). Si passa più tempo in casa con amici e parenti, in particolare a Brescia, mentre rispetto allo scorso anno si sta meno attenti all’utilizzo dell’automobile (dal 16% al 6% di oggi). Rispetto allo scorso anno a Monza e Milano si fanno più sacrifici: il dato di chi non ha fatto modifiche alla propria routine passa rispettivamente dal 44% al 23% in Brianza e dal 32% al 22% nel capoluogo regionale. È quanto emerge dall’indagine “Famiglie e consumi. Monza e Brianza e Lombardia”, realizzata a luglio 2016 dalla Camera di commercio di Monza e Brianza in collaborazione con DigiCamere.
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