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“Non penalizziamo i papà separati o divorziati nelle graduatorie delle case popolari” Stampa
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Mercoledì 08 Giugno 2016 05:36
140403 gonfalone lombardia“Ritengo che l’attivazione da parte di Regione Lombardia di un servizio di consulenza e assistenza rivolto ai Comuni, a seguito delle modifiche introdotte al regolamento regionale relativo ai criteri per l'assegnazione e la gestione degli alloggi popolari ai genitori separati, sia utile per evitare errate interpretazioni, se non addirittura il mancato recepimento delle modifiche, con il rischio di escludere quei cittadini che, in seguito alla separazione, restano senza casa”. Ad affermarlo è Antonio Saggese, consigliere regionale e primo firmatario di un’interrogazione presentata oggi in Aula a seguito delle segnalazioni di alcuni papà separati, che nonostante siano nelle condizioni previste dalla legge per l’assegnazione di alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica, non si sono visti attribuire il punteggio previsto per la condizione abitativa che li equipara agli sfrattati.

"Non basta che Regione Lombardia abbia modificato il regolamento, è necessario che i Comuni applichino correttamente quanto previsto dalle norme regionali. L'interrogazione – spiega Saggese - nasce da queste segnalazioni, come per esempio quella di un papà separato che nonostante quanto previsto dalla legge approvata nella legislatura corrente, si è visto collocato nelle ultime posizioni della graduatoria provvisoria di un Comune dell'hinterland milanese”. La segnalazione e il conseguente confronto avvenuto tra il consigliere Saggese e il Comune in questione ha portato a rivedere la posizione del soggetto nel rispetto di quanto previsto dal regolamento, determinando così il suo corretto posizionamento tra i primi beneficiari. A tale azione è seguito una revisione di tutte le domande provenienti da genitori separati.

“Il requisito introdotto nel regolamento regionale rispetto alla condizione abitativa- aggiunge Saggese - prevede il punteggio di 70 punti per il rilascio dell'alloggio da parte di coniugi separati o divorziati in condizione di disagio economico che, a seguito di provvedimento dell'Autorità giudiziaria, sono obbligati al versamento dell'assegno di mantenimento dei figli e non sono assegnatari o comunque non hanno la disponibilità della casa coniugale in cui risiedono i figli, anche se di proprietà”.

“Ora il problema è stato risolto, ma è necessario – conclude Saggese - che Regione Lombardia attivi, come prospettato dall'Assessore alla politiche abitative, un servizio a disposizione dei Comuni per far sì che non si verifichino errate interpretazioni della legge e non vengano ostacolati tutti quei cittadini che, già in forte difficoltà per una legislazione iniqua, devono essere messi in condizione di usufruire delle agevolazioni deliberate da Regione Lombardia".