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Consiglio Regionale approva mozione per eliminazione canone Stampa
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Giovedì 07 Aprile 2016 06:21
160118 televisoreCon la mozione approvata oggi dal Consiglio regionale della Lombardia chiediamo alla Giunta di attivarsi affinché venga eliminato il canone Rai o, in alternativa, di far pressioni sul Governo e il Parlamento per ottenere l’attuazione del disposto dell’articolo 119 della Costituzione, che sancisce che le Regioni dispongono di compartecipazioni al gettito dei tributi erariali riferibili al loro territorio. Non posso che essere soddisfatto che la mozione sia stata accolta dalla maggioranza di questo Consiglio”. Così Lino Fossati, consigliere regionale del gruppo consiliare “Maroni Presidente”, commenta l’approvazione da parte del Consiglio regionale lombardo della mozione di cui è primo firmatario.
A partire da quest’anno, come stabilito dalla legge di Stabilità, il canone Rai  - spiega Fossati – verrà addebitato sulla bolletta della luce, presumendo, in maniera automatica, che in tutte le abitazioni dove è attivata la corrente elettrica, adibite ad abitazione principale, si disponga anche di un apparecchio televisivo. Inoltre, non sarà più esercitabile la facoltà di presentare la denuncia di cessazione dell’abbonamento radiotelevisivo per suggellamento”.

Il Tribunale di Milano nel 2001 ritenne non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale del complesso normativo relativo al Canone. Stando alla sentenza emessa – rileva -,  l’illegittimità derivava dal fatto che lo Stato imponeva un onere economico per la fruizione di un diritto la cui realizzazione rientra per dettato costituzionale fra i compiti primari della Repubblica. Tale motivo, respinto dalla Corte, mi sembra oggi più che mai ragionevole. Inoltre, quando nel 1938 fu istituito il canone di abbonamento alle radioaudizioni, l’importo era ragionevolmente proporzionato al valore economico dell’apparecchio radio o tv. Oggi, non essendo possibile imporre un abbonamento connesso al dominio dell’etere, l’imposta risulta essere del tutto irragionevole, in quanto supera di gran lunga, dopo soli due o tre anni, il costo di un comune televisore”.

Attraverso questa mozione – conclude Fossati -, auspico che la Giunta faccia il possibile affinché il canone venga abolito. Il documento, inoltre, invita la Giunta a far sì che si gestisca la compartecipazione al gettito, di concerto con le Regioni, indirizzando le suddette risorse al sistema televisivo regionale valutandone lo sviluppo del servizio pubblico di interesse locale. Non dimentichiamo, infatti, che molte emittenti locali, pur agendo in regime privato, offrono un servizio pubblico al loro territorio, sopperendo alle carenze delle emittenti di Stato”.