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Stazione Centrale: negozi costretti alla chiusura Stampa
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Lunedì 15 Giugno 2015 09:21
150615 parassita grande“Sono dalla parte di quei negozianti della Stazione Centrale che si vedono costretti a tenere chiuse le proprie attività per il caos che si è creato a causa della forte presenza dei profughi nella struttura” così la consigliera regionale Maria Teresa Baldini.
“Chi si alza presto la mattina, lavora tutto il giorno, paga le tasse e mantiene chi non le paga è costretto a soccombere a questa politica, che da colonialista è diventata paternalista, che ci dice che i profughi vanno vestiti e nutriti come fossero dei bambini – prosegue la consigliera – Questa politica tipicamente italiana è il contrario di quella europea: gli altri Stati respingono gli immigrati, l’Italia non è in grado di farlo. Regioni come la Lombardia e il Veneto hanno da sempre la mentalità europea e per questo dicono basta accogliere, ma vengono seguite ancora poco dal Governo centrale e dalle altre Regioni”.
“I negozianti della Stazione Centrale sono il simbolo della mentalità milanese che non vuole perdere la propria identità fatta di lavoro e di concretezza– chiude Baldini – la stazione non è un luogo adatto a ‘campi’, un termine che ci fa ricordare brutte cose. Andando avanti di questo passo si potrebbe fare la fine della Grecia che ha perso la propria identità, regione abitata da tanti turchi dove il lavoro più importante è l’impiego statale e dove la creatività non esiste più”.