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Riforma banche popolari: Regione Lombardia presenta ricorso Stampa
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Venerdì 15 Maggio 2015 05:09
150324 pioggia di soldi bigLa Giunta regionale oggi ha dato mandato all’avvocatura di presentare ricorso contro la riforma delle banche popolari approvata dal Governo.
Con questa delibera viene dato seguito a quanto richiesto attraverso la mozione approvata nelle scorse settimane dal Consiglio regionale e presentata dal consigliere Antonio Saggese (vedi anche Banche Popolari, chiesto il ricorso alla Corte Costituzionale).
“Attraverso il via libera della Giunta a questa delibera – dichiara Saggese -, Regione Lombardia si oppone ad una legge di riforma che a nostro avviso è incostituzionale, in quanto, in considerazione del carattere delle Popolari, invade il campo dell’autonomia regionale. La legge varata dal Governo viola infatti il terzo comma dell’articolo 117 della Costituzione, perché le banche popolari, considerato il loro stretto collegamento con il territorio, hanno un ruolo regionale. Sarebbe stato quindi opportuno, anche in considerazione del principio di sussidiarietà, coinvolgere nella fase propositiva la Lombardia, che ha il maggior numero di banche popolari investite dalla riforma. Altri aspetti di illegittimità risiedono nella non ricorrenza dei principi di necessità e urgenza alla base del decreto legge che ha disposto la trasformazione e delle norme costituzionali sulla cooperazione”.
“A destare particolare preoccupazione, inoltre – prosegue Saggese – è l’eliminazione del voto capitario. Attraverso la concentrazione del sistema bancario molti sportelli verranno chiusi, aumenterà la disoccupazione e assisteremo ad una riduzione del credito, cosi come evidenziato anche durante le audizioni che si sono tenute nel corso dei lavori parlamentari” . “Infine ritengo che con la trasformazione del voto capitario in un voto tipico azionario, si espropri, senza alcun indennizzo da parte dello Stato, il diritto di voto cooperativo, ledendo cosi – conclude il consigliere – i diritti di libertà e democrazia tipici della nostra Costituzione “.