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Banche Popolari, chiesto il ricorso alla Corte Costituzionale Stampa
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Giovedì 23 Aprile 2015 05:53
141020 denaro e carrelloUna mozione urgente per impegnare la Giunta regionale a presentare ricorso presso la Corte Costituzionale contro la riforma sulle banche popolari introdotta dal Governo è stata depositata presso Consiglio regionale della Lombardia. Primo firmatario è il consigliere regionale Antonio Saggese, che nelle scorse settimane aveva proposto di entrare tramite un’agenzia finanziaria riferita a Regione Lombardia nelle banche popolari del territorio ed esercitare una sorta di golden share per bloccare progetti finalizzati a ridurre il credito e i livelli occupazionali del territorio.
“Questa riforma ci preoccupa in quanto rischia di avere delle pesanti conseguenze sulle famiglie e sulle imprese. Stando ad alcuni studi di settore, infatti – dichiara Saggese -, l’apertura dei cancelli agli investitori esteri rischia di causare una contrazione del Pil pari a tre punti percentuali, una perdita di 80 miliardi di euro di crediti di cui 25 in meno alle famiglie e 55 alle imprese e circa 20 mila esuberi.  E in Lombardia, dove le banche popolari sono nate e dove la loro presenza e la loro attività è ancora più incidente in percentuale rispetto al quadro italiano, tale riforma rischia di produrre degli effetti ancora più pesanti”.
“Inoltre, il provvedimento incorre in una serie di motivi di incostituzionalità di merito. La riforma – sottolinea Saggese – viola l’articolo 77 della Costituzione, che prevede il ricorso al decreto legge solo a casi straordinari di necessità e di urgenza e i diritti alla libera associazione, al lavoro in tutte le sue forme compresa quella cooperativa, alla libera iniziativa economica e alla proprietà, perché la trasformazione in società per azioni svuota in gran parte il diritto di proprietà dei soci delle banche popolari. Infine, il provvedimento viola il terzo comma dell’articolo 117 della Costituzione, in quanto le banche popolari, considerato il loro stretto collegamento con il territorio, hanno un ruolo regionale”. “Di fronte a questi evidenti elementi di incostituzionalità – conclude il consigliere –, auspico che Regione Lombardia non resti con le mani in mano e presenti al più presto un ricorso in Corte Costituzionale per far sì che venga annullata una riforma che rischia di mettere in ginocchio le nostre imprese e di lasciare senza posto di lavoro i soci lavoratori della banche cooperative”.