| Sicofanti a fin di bene? |
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| Martedì 24 Marzo 2015 16:56 |
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OGGETTO: INTERROGAZIONE ALL’ASSESSORE ALLA LEGALITA’
Dallo scorso mese di gennaio il Comune di Milano ha attivato una propria piattaforma dedicata al whistleblowing, ossia alla possibilità per i dipendenti dell’Ente di segnalare on line, con la garanzia dell’anonimato, un illecito, un’illegalità o un’irregolarità lesivi dell’interesse pubblico.“Dopo Milano anche a Monza si istituirà il whistleblowing?” L’attivazione della piattaforma “whistleblowing” in un’apposita sezione della intranet comunale è un ulteriore tassello del piano triennale di prevenzione della corruzione del comune di Milano, approvato dalla Giunta il 31 gennaio 2014 su proposta del segretario generale (una vecchia conoscenza monzese, la dottoressa Ileana Musicò) in qualità di responsabile anticorruzione e trasparenza del Comune. La segnalazione, effettuata in buona fede, deve essere circostanziata, pena la decadenza della segnalazione stessa, e deve riguardare comportamenti che possano arrecare un pregiudizio patrimoniale e un danno di immagine all’Ente. Essa, inoltre, oltre a garantire in maniera assoluta anonimato e sicurezza, è sottratta al diritto d’accesso. Attraverso la piattaforma on line, la segnalazione viene indirizzata all’Organismo di garanzia, che la verifica e dà avvio alle attività istruttorie. Tale organismo, di nomina sindacale, è composto a Milano da soggetti di riconosciuta autorevolezza ed esperienza, come i presidenti delle due associazioni Transparency International e Avviso Pubblico e l’attuale Vicesegretario generale vicario, tutti con nomina triennale non rinnovabile. Il “whistleblowing” è uno strumento legale – già collaudato da qualche anno, anche se con modalità diverse, negli Stati Uniti e in Gran Bretagna - per informare tempestivamente eventuali tipologie di rischio: pericoli sul luogo di lavoro, frodi all`interno, ai danni o ad opera dell’organizzazione, danni ambientali, false comunicazioni sociali, negligenze mediche, illecite operazioni finanziarie, minacce alla salute, casi di corruzione o concussione e molti altri ancora. E’ evidente come i primi in grado di intuire o ravvisare eventuali anomalie all’interno di un`impresa, di un ente pubblico o di un`organizzazione no-profit sono spesso coloro che vi lavorano e che sono in una posizione privilegiata per segnalare queste irregolarità. In Italia la prima Whistleblowing Policy in un Ente Pubblico è stata approvata dalla ASL Cuneo 1 all’inizio del 2014, mentre sono già diversi i soggetti privati (es. Pirelli) che forniscono agli azionisti, ai fornitori, ai clienti, ai collaboratori, a tutti i propri stakeholders e, più in generale, al pubblico un canale per segnalare un comportamento commissivo o omissivo da chiunque posto in essere all’interno della società che possa costituire una violazione di leggi, regolamenti, codici etici, principi di controllo interno, norme e procedure aziendali e/o possa determinare in modo diretto o indiretto un danno economico, finanziario o reputazionale per l’azienda. Si interroga pertanto l’Assessore competente per sapere se anche Codesta Amministrazione Comunale intende adottare una propria Whistleblowing Policy e quali saranno eventuali modalità e tempistiche di realizzazione. Monza, 23 marzo 2015 Il consigliere comunale Simone Villa |

