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Teatro alla Scala. L’italiana in Algeri Stampa
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Domenica 10 Ottobre 2021 13:48
(V. Licari) Le porte del Teatro alla Scala si sono finalmente riaperte a un ridotto numero di spettatori che però, a breve, dovrebbe aumentare. La campagna vaccinale e l’introduzione del green pass stanno consentendo il ritorno alla normalità in tutti i settori, compreso quello dello spettacolo dal vivo che è stato fra i più colpiti, anche se è in parte riuscito a tenersi a galla grazie allo streaming.

Dipenderà forse dal lungo periodo di lontananza degli interpreti dal pubblico se quest’ultimo appariva inizialmente un po’ esitante nell’applaudire a scena aperta pure innanzi a un capolavoro assoluto – che all’applauso frequente ben si presta - qual è L’italiana in Algeri di Gioachino Rossini, riproposta nella magistrale realizzazione scenica di Jean-Pierre Ponnelle che aprì la stagione scaligera 1973/1974 – unico caso di inaugurazione “buffa” nella storia del teatro milanese – oggi ripresa da Grischa Asagaroff – che questo allestimento conosce approfonditamente come storico assistente del grandissimo regista belga – con la collaborazione di Lorenza Cantini e le luci di Marco Filibeck.
 
Si è trattato, peraltro, di una produzione da applauso sotto tutti i punti di vista. Uno più bravo dell’altro i cantanti, a partire dalla protagonista Gaëlle Arquez – al suo debutto milanese – alla quale hanno fatto degnissima corona Enkeleda Kamani (Elvira), Svetlina Stoyanova (Zulma), Giulio Mastrototaro (Haly), Maxim Mironov e Antonino Siragusa, che si sono dati il cambio nei panni di Lindoro, Roberto De Candia (Taddeo) e, last but not least, il giovane basso céco Adam Plachetka – sostituto dell’indisposto Mirco Palazzi - la cui voce decisamente importante ha avuto il potere di scuotere il pubblico dalla strana timidezza iniziale riportandolo a più calorose manifestazioni di gradimento.
 
Ottavio Dantone ha offerto la lettura nitida e raffinatissima che ci si aspettava da un grande esperto di repertorio barocco e settecentesco qual egli è. Alberto Malazzi ha debuttato come nuovo maestro del coro, nuovamente in scena grazie all’accurato connubio fra esigenze artistiche e di distanziamento realizzato dai responsabili della regia.
La stagione autunnale 2021 della Scala è dunque iniziata nel migliore dei modi.