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Un successo la gita della Pro Monza a Mortara Stampa
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Mercoledì 12 Ottobre 2016 06:04
(Stefano Mauri) L’associazione “Pro Monza” rilancia il trekking col treno organizzando un gita sensazionale.
161012 gita a mortaraDomenica 25 settembre, alle ore 8,47 alla stazione ferroviaria di Monza, il gruppone di 20 persone si è mosso con “Trenord” per andare alla 50^ sagra del “Salame d’Oca” di Mortara; l’arrivo avverrà (dopo ca. 1 h e 40 min) con cambio treno a “Milano San Cristoforo” (v. foto)
Una ventina di giorni prima, l’associazione “Pro Monza” preannunciava la gita a Mortara, oltre ad altre nove escursioni da farsi in importanti città capoluogo lombarde ad eccezione dell’emiliana Parma.
Perché Mortara? La scelta è dovuta al fatto che è una antica e storica cittadina della provincia di Pavia (conta circa 18.000 abitanti), ma la peculiarità per “Pro Monza” è che è raggiungibile facilmente e “lentamente” in treno.

Mortara si trova in Lomellina, di cui ne è la capitale; è in territorio lombardo piatto, incastonato tra il Monferrato, il Novarese e il Vercellese. È, si può dire, anche essere un mare di risaie che nasconde antiche tradizioni e sapori di una volta. La particolarità di Mortara è quella di ospitare, nell’ultima domenica del mese di settembre, il magico momento della “Palio dell’Oca”. Già, è sufficiente l’oca per creare un evento di buona cucina, di folklore e di riscoperte storiche: Mortara è sulla via Francigena. Da ammirare vi sono la “Basilica di San Lorenzo” (edificata in stile gotico, voluta da Gian Galeazzo Visconti) e la “Chiesa di Santa Croce”. Ovviamente le specialità sono riso e prodotti ricavati dalla bipede e pennuta oca. Certamente però l’attrazione dell’anno è il la “Palio dell’Oca”, cioè della ricostruzione vivente del noto gioco che si perde nella notte dei tempi. La leggenda narra che fu Beatrice d’Este (moglie di Ludovico il Moro) a trasformare questo gioco in una sfida con pedine viventi. Oggi, al posto dei dadi, gli arcieri che, in rappresentanza delle sette le contrade si esibiscono nel tiro con l’arco per determinare l’avanzamento delle pedine “viventi” lungo il percorso, fino alla casella numero 63. Le contrade sono sette e ciascuna rappresenta una delle corporazioni di arti e mestièri antichi sul territorio, diviso per rioni. Esse sono: le Braide (mugnai), il Dosso (vasai), il Moro (cacciatori), San Casciano (vignaioli), San Dionigi (panettieri), Sant’Albino (speziali), la Torre (orafi).

Il “Salame d’Oca”, a differenza dei polli e dei suini, è praticamente esente da malattie. Allevare oche per farne prosciutti e salumi non è usuale, ma a Mortara ciò avviene fin dai tempi dei “Romani” che le nutrivano con fichi secchi. La carne dell’oca è considerata molto magra, in quanto il grasso dell’animale si trova nel sottocute ed è utilizzato, da tempo, per la conservazione. Tra le prelibatezze di Mortara vi sono: i Ciccioli, il Prosciuttino d’oca, le Mortadelline, il Paté. Il “Salame d’Oca”, dal 2004, vanta l’etichetta IGP (Indicazione Geografica Protetta).

Ecco, il programma “Pro Monza”, di domenica 25, ha permesso tutte queste conoscenze. Prossimo appuntamento: Cremona 16 ottobre.